Aria di ripresa per aziende italiane, debitrici ai minimi dal 2007

23 Marzo 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Per le aziende italiane il peggio sembra sia alle spalle. Almeno questo e’ quello che si deduce dal numero di società protestate nel 2015, sceso sotto i livelli del 2007 mentre i tempi medi di liquidazione delle fatture sono i più bassi dal 2012. Lo rileva l’Osservatorio Cerved sui Protesti e Pagamenti delle imprese italiane, secondo cui  “la crisi è stata superata”.

Secondo l’Osservatorio, nel 2015 sono state protestate 28 mila società non individuali, un numero inferiore a quello del 2007 e in netto calo rispetto all’anno precedente (-19%).

Un deciso miglioramento è stato altresì registrato anche per quanto riguarda le abitudini di pagamento: le attese dei fornitori per il pagamento delle fatture si sono attestate a circa 76 giorni, cinque in meno rispetto al 2012. Hanno toccato un minimo anche i termini concordati in fattura ed i ritardi.

“Dopo i cali registrati nel numero di chiusure aziendali e liquidazioni volontarie, le rilevazioni su protesti e tempi di pagamento confermano che il 2015 è stato un anno positivo per le imprese italiane”, spiega in una nota Gianandrea De Bernardis, AD di Cerved, ricordando che “Per il nostro tessuto economico non si è trattato di un percorso indolore: le aziende più fragili sono uscite dal mercato e i fornitori sono diventati più cauti nel concedere credito commerciale. La conseguenza è un sistema che esce dalla crisi con meno imprese ma più virtuose, che pagano i fornitori con maggiore regolarità.”

Nonostante i passi in avanti, il 2015 mostra ancora fragilità sul fronte dei protesti e dei pagamenti in alcuni settori – come la distribuzione e produzione di beni di largo consumo – e aree geografiche, con il permanere di un evidente divario tra Nord e Sud della Penisola.