Arafat avvelenato? Rischia di scoppiare la guerra

14 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia
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New York – La salma di Yasser Arafat, primo presidente dell’Autorità nazionale palestinese, è stata riesumata a Ramallah per appurare le reali cause del decesso avvenuto l’11 novembre del 2004.

Chi ha voluto la riesumazione?
La moglie Suha, sulla base dell’analisi di una macchia di sangue di Arafat da parte dell’Istituto di radiologia dell’Università di Losanna che vi ha rilevato una quantità di polonio molto alta.

Qual è la tesi di Suha?
Sostiene che il marito sia stato avvelenato, e cerca la conferma dal riesame della salma per aprire un’inchiesta internazionale.

Dove e come morì Arafat?
Il 25 ottobre 2004 Arafat si trovava nel quartier generale palestinese a Ramallah, quando si ammalò. Iniziò a vomitare, le sue condizioni peggiorarono e venne trasferito in Francia, nell’ospedale militare di Clamart, vicino Parigi, dove il 3 novembre entrò in coma e l’11 morì per quella che i medici militari francesi diagnosticarono come una massiccia emorragia.

Suha contestò la tesi dei medici militari francesi?
All’inizio Suha si oppose alla divulgazione delle cause della morte e rifiutò di far condurre l’autopsia.

Da dove nascono i dubbi sulle ragioni della morte?
Dal fatto che i medici francesi hanno affermato che la morte è stata causata da un serio problema nella coagulazione del sangue di Arafat, senza però spiegare quale ne era la genesi.

Quali sono le teorie sulle ragioni del decesso?
Il medico personale di Arafat, Ashraf al-Kurdi, e il suo ex braccio destro Bassam Abu Sharif hanno parlato di avvelenamento, ma l’ex ministro degli Esteri palestinese Nabil Shaat lo ha escluso. Esperti medici israeliani nel 2005 hanno affermato che i sintomi di Arafat erano quelli dell’Aids, ma l’Anp ha sempre smentito.

Cosa c’è dietro le opposte versioni?
Chi sostiene la tesi dell’avvelenamento sospetta che il mandante sia Israele, e in particolare l’allora premier Ariel Sharon.

Israele può aver ucciso Arafat?
Yossi Melman, il reporter israeliano più informato sulle operazioni segrete dell’intelligence, afferma che Sharon era contrario all’eliminazione di Arafat perché riteneva che avrebbe giovato politicamente ai palestinesi.

Perché Suha ha aspettato quasi otto anni per consegnare ai medici svizzeri il capo di abbigliamento con il sangue di Arafat?
È una delle questioni che resta da chiarire. Si tratta di un tessuto che la moglie ha conservato per lunghi anni prima di consegnarlo ai laboratori svizzeri. La veridicità delle conclusioni di Losanna è stata comunque avvalorata dal presidente palestinese Mahmud Abbas, che ha autorizzato la riesumazione della salma.

Arafat temeva di essere avvelenato?
Era una delle sue costanti preoccupazioni. Ricordo che durante un’intervista fatta nel 1992 in una villetta di Tunisi immersa nei gelsomini, che all’epoca era il quartier generale dell’Olp, gli venne portato del riso bollito e lui chiese ad alcuni aiutanti di assaggiarlo. Arafat temeva tradimenti e aveva un costante timore di essere avvelenato con il cibo.

Chi erano i nemici di Arafat?
Arafat è il leader politico-militare che ha firmato l’uccisione del maggior numero di ebrei dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, dunque il suo maggiore nemico era lo Stato di Israele, ma ne aveva tanti anche nel mondo arabo. Dopo la firma degli accordi di pace di Camp David del 1993, la Siria guidava il fronte dei Paesi arabi che gli contestava di aver legittimato l’esistenza di Israele. Anche all’interno del fronte palestinese aveva degli avversari, a cominciare da Faruk Khaddum, che viveva a Damasco.

Verso chi si indirizzano i sospetti di Suha?
Suha, ed altri esponenti palestinesi, ha più volte affermato che Arafat potrebbe essere stato avvelenato da Israele, Stati Uniti o Francia. È uno dei sospetti più radicati fra i palestinesi.

Come sono i rapporti fra Suha e l’Autorità nazionale palestinese?
Altalenanti, a causa del perdurante contenzioso sulla suddivisione degli ingenti averi lasciati da Yasser Arafat.

Cosa può avvenire adesso?
La salma riesumata sarà esaminata da un team medico di fiducia di Suha e dell’Autorità nazionale palestinese. Se la tesi dell’avvelenamento dovesse essere confermata, l’Anp potrebbe chiedere un’indagine internazionale, che partirebbe dal riesame della documentazione medica presso l’ospedale di Clamart.

Quali sono i rischi maggiori?
In Medio Oriente è impossibile escludere qualsiasi scenario. Neanche il rischio di una guerra innescata da una riesumazione.

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