Apple e Amazon prese di mira: sta per scoppiare una bolla tecnologica?

12 Giugno 2017, di Daniele Chicca

I rischi di scoppio di una nuova bolla dei tecnologici – con le grandi aziende del settore che in Usa erano le dominatrici incontrastate dei mercati finanziari fino a una settimana fa – stanno mettendo in crisi gli operatori di Borsa. Venerdì il Nasdaq ha perso a un certo punto anche il -4,5% prima di chiudere a -3%. Oggi i cali continuano.

La seduta precedente Amazon è stata anche vittima di un cosiddetto “flash crash” che ha spinto i titoli a cedere fino all’8,2%, salvo poi recuperare terreno. Secondo gli analisti a pesare sono stati i declassamenti e report negativi di alcune grandi banche d’affari degli Stati Uniti e la convinzione del mercato che i titoli hanno corso troppo, arrivando in alcuni casi persino a superare i record del 2000.

Gli analisti di Goldman Sachs hanno addirittura parlato della formazione di una “bolla d’aria” per i titoli tecnologici, ricordando che Amazon scambia su livelli P/E di 89 volte, contro una media di 58 ai tempi dei picchi della bolla dot com, con ritorni sul capitale al 10% contro il 16% del 2000. Insomma, i prezzi di Borsa sono esageratamente alti se confrontati alle pur buone condizioni degli affari.

Resta da vedere se i prezzi dei titoli subiranno solo un fisiologico assestamento su livelli adeguati oppure se come ha avvertito Bank of America Merrill Lynch i maggiori fondi di investimento si aspettano a ridurre l’esposizione nei confronti del settore hi-tech in Borsa dopo che gli investimenti hanno raggiunto i massimi assoluti, superando anche i livelli da record del 2000, prima dello scoppio della Bolla Internet.

Passando alla cronaca attuale, alle 16.30 italiane circa, dopo l’avvio negativo di Wall Street e di Apple, il settore tech in Europa ha toccato i minimi di seduta (-4,3%). I titoli Apple hanno perso il 7% circa in due sole sedute dopo che Mizuho Securities ha tagliato il rating a Neutral da Buy citando i valori eccessivamente alti dei titoli in Borsa.

La decisione rischia di condizionare negativamente l’andamento delle Borse mondiali nelle prossime sedute. I cinque principali gruppi tecnologici americani, tra cui la stessa Apple, hanno perso 100 miliardi di capitalizzazione di mercato nella sola giornata di venerdì.