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Cambio ai vertici per Apple: Tim Cook, per quindici anni amministratore delegato del colosso della Silicon Valley, lascia il suo posto a John Ternus per diventare presidente esecutivo. Lo rivelano i media statunitensi, secondo cui il gruppo della mela morsicata ha optato per un dirigente interno di lungo corso, che negli ultimi anni ha supervisionato i principali progetti hardware del gruppo. Ternus ricopre attualmente la carica di senior vice president dell’Ingegneria Hardware di Apple.
Non si tratta, tuttavia, di una notizia del tutto inattesa. Da mesi circolavano indiscrezioni sul futuro assetto manageriale di Cupertino, e i segnali di una transizione preparata con cura erano evidenti: Apple aveva progressivamente ampliato la visibilità pubblica di Ternus, affidandogli presentazioni di prodotto di primo piano.
“È stato il più grande privilegio della mia vita essere l’amministratore delegato di Apple”, ha detto Cook, lodando Ternus per la “sua mente da ingegnere e l’anima da innovatore: è un visionario e i suoi contribuiti ad Apple negli ultimi 25 anni sono già troppi per essere contati. Senza dubbio è la persona migliore per guidare Apple nel futuro”.
La realtà è che il passaggio di consegne era già in fase di elaborazione: secondo il comunicato ufficiale, il board ha formalizzato la nomina venerdì scorso, e Cook resterà in carica per tutta l’estate per garantire una transizione fluida.La decisione segna la prima successione alla guida del gruppo dalla scomparsa di Steve Jobs nel 2011, quando Cook prese le redini di un’azienda già trasformata ma ancora in cerca di un’identità post-Jobs. Questa volta il contesto è radicalmente diverso: Apple vale 3,6 mila miliardi di dollari, ma affronta sfide competitive di natura tecnologica, l’intelligenza artificiale generativa, che richiedono un profilo di leadership differente.
Chi è John Ternus
John Ternus, 50 anni, è in Apple dal 2001. Laureato in ingegneria meccanica all’Università della Pennsylvania, ha trascorso circa metà della sua vita all’interno del gruppo californiano. Come senior vice president dell’Hardware Engineering ha supervisionato lo sviluppo di iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, AirPods e Vision Pro. Il suo vero successo industriale e politico interno è stato guidare la transizione ai chip Apple Silicon, l’operazione che ha ridisegnato l’architettura tecnologica dell’intera gamma Mac.
“Mi aspetto che la sua sfida più grande sarà costruire una storia sull’intelligenza artificiale più solida, che si basi maggiormente sulle capacità proprie di Apple e meno su quelle di terze parti” ha detto Bob O’Donnell, chief analisi, di TECHnalysis Research
Secondo fonti di Bloomberg, Ternus è da tempo il “prescelto” di Cook per la sua capacità di far dialogare i team di design con quelli ingegneristici. I segnali della sua ascesa si erano moltiplicati negli ultimi mesi: dal gennaio 2026 gli era stata affidata anche la responsabilità del design dei prodotti Apple, e a inizio marzo aveva presentato personalmente il MacBook Neo. Rispetto alla gestione logistica e finanziaria di Cook, Ternus riporta il focus sul prodotto fisico: un segnale chiaro in una fase in cui Apple deve integrare l’intelligenza artificiale nei propri dispositivi per non perdere ulteriore terreno rispetto ai concorrenti.
L’eredità di Cook
Tim Cook, 65 anni, è entrato in Apple nel 1998 come executive vice president delle operazioni mondiali, quando il gruppo era sull’orlo dell’insolvenza. È diventato ceo nel 2011. Sotto la sua guida, la capitalizzazione di mercato dell’azienda è cresciuta da circa 350 miliardi di dollari a circa 4 mila miliardi. I ricavi annuali sono passati da 108 miliardi di dollari nell’esercizio 2011 a oltre 416 miliardi nell’esercizio 2025. L’azienda si è espansa in oltre 200 Paesi e oggi gestisce più di 500 negozi al dettaglio.
Insomma, Cook ha trasformato Apple in un impero globale, portando l’iPhone a dominare il mercato degli smartphone di fascia alta e costruendo un ecosistema di servizi — App Store, Apple Music, iCloud — diventato una fonte di ricavi sempre più rilevante e in grado di attutire le oscillazioni del ciclo hardware. È stato anche il primo ceo di una società Fortune 500 a dichiararsi pubblicamente omosessuale, nel 2014, e ha preso posizioni nette su temi come la diversità aziendale e la sostenibilità ambientale.
Sul fronte geopolitico, Cook ha navigato con abilità le tensioni tra Washington e Pechino, proteggendo la catena di fornitura cinese di Apple, ancora oggi insostituibile per molti componenti chiave, pur avviando operazioni di assemblaggio in India e Vietnam. Nel 2025 ha annunciato alla Casa Bianca investimenti per 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti nell’arco di cinque anni, in risposta alle pressioni dell’amministrazione Trump sui dazi.
La nuova governance
Il cambio al vertice comporta una serie di movimenti nell’assetto dirigenziale. Arthur Levinson, che ricopre il ruolo di presidente non esecutivo da quindici anni, diventerà lead independent director a partire dal 1° settembre 2026. Nella stessa data, Ternus entrerà a far parte del consiglio di amministrazione come ceo. Johny Srouji, storico responsabile dei chip Apple e artefice della linea Apple Silicon, è stato nel frattempo promosso a chief hardware officer con un mandato allargato: supervisionerà sia le tecnologie hardware sia il gruppo di ingegneria che Ternus guidava, ora affidato a Tom Merieb.
La sfida più urgente che attende Ternus è quella dell’intelligenza artificiale. Apple ha subito critiche crescenti da investitori e analisti per il ritardo nell’integrare tecnologie di AI generativa nei propri prodotti. Ternus dovrà trovare una risposta proprietaria, convincente e rapida.
Tim Cook ha completato la missione affidatagli da Steve Jobs: trasformare un’icona del design in una macchina da ricchezza senza precedenti. Ora, con il suo passaggio al ruolo di Executive Chairman, la responsabilità di mantenere questa velocità di crociera ricade su Ternus. Riuscirà la precisione ingegneristica del nuovo CEO a replicare il miracolo finanziario del “moltiplicatore” Cook, o l’intelligenza artificiale rappresenterà il confine che Apple non sarà in grado di valicare? Il verdetto definitivo, come sempre, non arriverà dai discorsi programmatici, ma dai numeri che verranno scritti nei prossimi trimestri.