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Antiche mappe d’Europa. Compresa una Tabula eccezionale

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BRUXELLES (WSI) – Il mondo conosciuto nel quarto secolo dopo Cristo racchiuso in una pergamena divisa in undici segmenti, lunga circa sette metri e alta 34 cm. La Tabula Militaris Itineraria (per gli esperti detta anche Peutingeriana, dal nome di un cancelliere austriaco che nel XVI secolo contribuì a divulgarla) è il pezzo forte di una singolare mostra di cartografia (Antiche mappe d’Europa: il viaggio) allestita al Parlamentarium di Bruxelles dal collezionista di Ascoli Piceno Gianni Brandozzi, uno dei più prestigiosi esperti della materia.

Un documento di grande valore che svela le straordinarie tecniche di rappresentazione geografica durante l’Impero romano: dalla Gallia alle coste dell’Africa alle prime propaggini dell’Asia, con l’esclusione della Britannia, dell’Iberia e del Marocco che al momento del ritrovamento erano spariti per un processo di consunzione.

Nella mappa (ricca di simboli per indicare città, villaggi, montagne e corsi d’acqua) le dimensioni appaiono schiacciate sia dalle cognizioni scientifiche che tendevano a raffigurare il mondo a forma di ellissi o di lungo rettangolo sia dai sistemi di misurazione delle distanze approssimativamente basati sulle ore di marcia delle truppe fra i vari accampamenti.

La Tabula fu ritrovata nel 1507 dall’umanista viennese Konrad Celtes, bibliotecario dell’imperatore Massimiliano I in una biblioteca di Worms. Celtes lasciò in eredità il prezioso documento a Peutinger, a condizione che lo pubblicasse. Ma il cancelliere morì prima di onorare la promessa. Fu Marcus Welser, un suo discendente, a pubblicare la Tabula nel 1598. All’inizio del XVIII secolo la pergamena fu acquistata da Eugenio di Savoia, che la passerà all’imperatore Carlo VI. In Italia il documento fu stampato nel 1805 a Jesi dal frate dominicano Giovanni Domenico Pocataro Cristianopulo che lo incise su una lastra di rame.

[ARTICLEIMAGE] Oggi la Tabula è conservata presso la Biblioteca Nazionale Austriaca a Vienna. La mostra di Bruxelles, che rimarrà aperta fino al 14 novembre, esibisce tutta una serie di preziose carte che nel corso dei secoli, con l’adozione di tecniche di rilevamento meno approssimative, diventano sempre più aderenti alla realtà.

Oltre a una serie di cartine satiriche che fra il Diciannovesimo e il Ventesimo secolo rappresentano le nazioni europee sotto le lenti di stereotipi umoristici. Un viaggio affascinante fra le varie epoche della cartografia. Una scienza che risale addirittura a quattro mila anni prima di Cristo con la prima mappa su pietra della Persia e delle terre circostanti custodita oggi in un museo di Teheran.