Analisti escludono recessione, vengono smentiti da dati Usa

3 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Mirabaud Asset Management, in uno scenario per i mercati globali che si preannuncia ancora volatile ha comunicato che diversi fattori dovrebbero, man mano, moderare i nervosismi dei listini azionari. Tra questi il fatto che la recessione sia improbabile.

Gli analisti non fanno in tempo a pubblicare l’analisi e diffonderla agli organi di stampa, che i nuovi dati macro smentiscono prontamente le ottimistiche previsioni. Gli ordini alle fabbriche sono scesi per il quindicesimo mese di fila: negli Stati Uniti non era mai successo in 60 anni.

Il calo su base annuale è stato del -1,9%. Su base mensile, il dato è certamente meno peggiore del -2,9% visto a dicembre, ma il +1,6% di gennaio ha deluso comunque le aspettative che erano per un incremento ancora maggiore, del +2,1%. Il tutto mentre manifatturiero e produzione industriale rimangono congelate, come ricordato anche dalla Federal Reserve nel suo beige book sullo stato di salute della prima economia al mondo.

In seguito alla pubblicazione di questi dati e quelli contrastanti giunti dal fronte del mercato del lavoro, i mercati azionari hanno traballato. Wall Street ritraccia dopo due sedute positive, mentre le quotazioni dell’oro balzano sopra quota 1.250 dollari l’oncia. JP Morgan ha consigliato di comprare i futures sull’oro. La domanda è elevata e così i prezzi sono saliti ai massimi di quasi 13 mesi.

“Riteniamo improbabile – dice Mirabaud in una nota – uno scenario di recessione globale; i dati macro, come ad esempio gli indici Pmi sulla produzione, mostrano che l’economia non è in una fase di recessione” afferma Gero Jung, capo economista di Mirabaud AM, “per quanto riguarda le altre variabili sotto i riflettori dei mercati l’eccesso di offerta di petrolio impedirà un rialzo marcato dei prezzi, ma la stabilizzazione delle quotazioni pare probabile. Negli Stati Uniti, i timori di recessione sembrano esagerati, a fronte di quello che si configura come un rallentamento dell’economia”.

All’orizzonte europeo, inoltre, non dovrebbero mostrarsi crisi bancarie: “Non siamo nel 2008, è importante tenerlo bene a mente ed escludiamo quindi uno scenario in stile Lehman”, aggiunge Jung.

Dal punto di vista operativo Mirabaud punta sull’azionario dell’Eurozona, in virtù di “valutazioni più economiche” rispetto agli Stati Uniti.“I dati continuano a indicare una prosecuzione della ripresa economica nell’Eurozona”, spiega David Basola, Responsabile per il mercato Italia di Mirabaud AM, “in particolare le indagini sui nuovi ordini segnalano come le prospettive di crescita futura restino intatte”.