Amundi: “l’inverno sta arrivando” per le Borse

24 Ottobre 2017, di Daniele Chicca

Un po’ come nella saga de Il Trono di Spade, l’inverno sta arrivando non solo nel mondo di Westeros plasmato dalla penna di George R. Martin e che HBO ha trasformato nella serie Tv di maggiore successo di sempre, ma anche nei mercati azionari degli Stati Uniti.

A dirlo è il gestore di Amundi Pioneer Asset Management Andrew Acheson, secondo cui gli investitori sono riluttanti dal ridurre l’esposizione all’azionario, che continua a garantire buoni ritorni da investimento in un contesto di tassi di interesse ancora bassi, e quindi di redditi magri per gli investimenti nel mercato obbligazionario.

Tuttavia, l’inverno sta lentamente ma inesorabilmente arrivando anche sulle Borse Usa, secondo Acheson. “L’arrivo dell’inverno non va preso alla leggera”, avverte su Investment Week il gestore, secondo cui la fase di ribassi si aprirà prima di quanto si aspettano gli investitori.

Gli investitori continuano a essere ottimisti per una serie di ragioni. Gli indicatori macro economici principali sono sempre più positivi negli Stati Uniti, come ha evidenziato anche il calo del tasso di disoccupazione al 4,2%. Intanto gli indici PMI sono ai massimi pluriennali intorno ai 60 punti e i salari sembrano aver finalmente ricominciato a crescere, risvegliandosi dal torpore degli ultimi anni.

Quest’anno la crescita degli utili aziendali è stata in media del 10% e dovrebbe registrare una variazione positiva simile anche l’anno prossimo, commenta l’asset manager. Inoltre crescono le possibilità che il presidente Usa Donald Trump riesca a varare un qualche tipo di riforma fiscale pro crescita e pro aziende, che incrementerà ulteriormente gli utili societari rispetto a quanto stimato al momento.

Detto questo per Amundi “la corsa dei listini azionari Usa sembra segnare l’inizio della fine del ciclo di mercato“, con “il rischio di un crac dei prezzi di mercato che è una possibilità reale”.

Amundi: rendimenti magri? Ecco come ottenere il 4,5%

I prezzi della Borsa Usa riflettono uno scenario positivo, descritto sopra, in materia politica ed economica. Il rapporto tra prezzi di Borsa e stime sugli utili per le società quotate sull’S&P 500 è di 21 volte, molto sopra le medie storiche. Anche se si guarda ai “forward earning” l’indice S&P 500 è sopravvalutato con un rapporto tra prezzi di Borsa e utili di 17,5 volte per l’anno prossimo (anche se si tiene conto dei benefici recati da de-regulation e bazooka fiscale).

Ridurre ora l’esposizione alle Borse potrebbe essere un buon modo per mettersi al riparo dai prossimi cali dei listini. In un’intervista concessa alla sezione di Economia del Corriere della Sera, il CIO di Amundi Pascal Blanqué aveva dispensato consigli alternativi per ottenere rendimenti del 4,5% in un contesto difficile per chi, pur consapevole dei rischi, è a caccia di elevati ritorni da investimento.

Il pericolo, in sintesi, è che lo scenario migliore non si materializzi e che i mercati vengano presi alla sprovvista. E anche se si materializzerà, dice Acheson, “gli investitori a un certo punto si renderanno conto che non c’è più potenziale di rialzi a breve termine”.

C’è solo da augurarsi che l’inverno duri meno rispetto al Trono di Spade, dove la durata raggiunge anche il decennio.