Amundi conferma appeal debito italiano: “rendimenti interessanti”

22 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Scampato il pericolo di declassamento da parte delle agenzie di rating, nel breve periodo, il debito italiano continua ad attrarre gli investitori, “grazie a rendimenti  molto interessanti sia rispetto agli altri Paesi periferici, sia rispetto al mondo corporate”. A dirlo è Monica Defend, Global Head of Research di Amundi.

“In questi primi quattro mesi dell’anno l’attività di mercato primario del debito pubblico italiano è risultata intensa: i volumi di offerta lorda e netta collocati fino ad ora hanno già rispettivamente raggiunto circa il 47% ed il 75% dei target previsti per l’intero 2020 nelle stime di inizio anno. I progressi fin qui realizzati nella raccolta netta senza dubbio rafforzano il ruolo che ha assunto recentemente la BCE con i propri programmi di acquisto nel coprire i nuovi e ben più consistenti volumi di emissioni che si aggiungeranno a quelle già previste nei prossimi mesi” si legge in una nota.

Tornando alle agenzie di rating, Defend sottolinea che:

“i rischi di abbassamento del rating del debito sovrano italiano nel breve periodo apparivano legati soprattutto alle possibili decisioni delle agenzie S&P e Fitch, entrambe precedentemente posizionate con un livello di rating BBB intermedio, un livello al di sopra di Moody’s (basso BBB) e con un outlook negativo rispetto a quello stabile di Moody’s.  Mentre S&P ha confermato la valutazione precedente in occasione della propria recente review semestrale pianificata, Fitch ha voluto per così dire bruciare i tempi, anticipando la propria review prevista a luglio per tagliare il rating di un livello, portandolo pertanto allo stesso livello di quello di Moody’s ed allineando altresì alla valutazione di quest’ultima l’outlook, modificandolo da negativo a stabile”.

Il contesto globale e l’Italia

Sul fronte macroeconomico, l’ufficio studi di Amundi, si aspetta una ripresa “ad U ‘lunga’, cioè una graduale normalizzazione che richiede tempo per tornare ai livelli pre-crisi.

“In Italia, per il 2020 il governo italiano stima una contrazione dell’8% annuo, seguito da una crescita del 4.7% per il 2021. Nella nostra analisi prendiamo come riferimento due possibili scenari, del -8.0% e del -12.0% per il 2020”.

L’andamento dei conti pubblici

Nel breve periodo, il Governo Italiano prevede un deficit del 10,4% e un Debito/PIL al 155,7% nel 2020, che sono in linea con le analisi di Amundi, che stimano na contrazione del -12% del Pil che porterebbe il deficit a -13% ed il Debito/PIL vicino al 165%.

“In termini di sostenibilità nel medio e lungo periodo, sulla base delle stime del governo e se l’economia crescerà del 6.1% in termini nominali con un deficit del 5,7%, il debito potrà comunque scendere al 152,7% del PIL nel 2021. Ipotizzando una crescita nominale del 2,4% nel 2022, è possibile ipotizzare un ritorno a un avanzo primario positivo, nell’ordine dell’1,0%, con un deficit al di sotto del 3% ed un debito ridotto di un altro punto”.