Alleato governo Verdini imputato per crac credito cooperativo

29 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – L’ex forzista Denis Verdini, ormai entrato de facto nella coalizione di maggioranza dopo il voto sul disegno di legge sulle unioni civili per le coppie omosessuali, è imputato nel processo sul crac delle banche del credito cooperativo. Il colmo è che in questa causa legale, come ricorda Il Fatto Quotidiano, Palazzo Chigi è parte civile.

Il senatore avrebbe ricevuto finanziamenti illeciti, in quanto parlamentare, per circa 700mila euro, ma non solo: il governo chiede al politico ex PdL diversi milioni di fondi per l’editoria che si presume abbia ottenuto in modo illegittimo. Verdini avrebbe infatti truffato la Presidenza del Consiglio, ricevendo 22 milioni di euro che non gli spettavano dal dipartimento per l’Informazione e l’editoria.

I soldi sono stati usati per foraggiare il Giornale della Toscana (braccio locale de Il Giornale) una testata che poi è fallita. A Verdini è contestato il reato di truffa aggravata e continuativa.

Verdini – spiega Antonio Massari nelle pagine del quotidiano diretto da Travaglio – avrebbe diretto e organizzato un’ associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita di denaro in danno della banca (poi fallita). Nel bilancio 2009 avrebbe dichiarato falsamente, in concorso con i suoi presunti sodali, che i crediti deteriorati ammontavano a soli 75 milioni, mentre per l’ accusa oscillavano tra 125 e i 175. Lo scopo? “Ingannare i soci e il pubblico al fine di conseguire un ingiusto profitto”. Non è tutto. Avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per 2,2 milioni allo scopo di “consentire a terzi l’ evasione delle imposte e sul valore aggiunto”.

Il ministro dei Trasporti e alfiere del premier Renzi, Graziano Delrio, cerca di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Commentando a Repubblica il voto del gruppo parlamentare di Verdini, Ala, a favore della questione di fiducia posta dal governo in aula al Senato sulle unioni civili, Delrio si è detto d’accordo con l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “quelli di Verdini sono voti aggiuntivi, limitatamente a una legge”.

Alla domanda se Verdini entrerà in maggioranza o addirittura potrebbe confluire nel Pd, Delrio risponde: “Il Pd non cambierà in nessun modo la sua natura di partito riformista nuovo e di centrosinistra. Nel Pd entra chi ha quel progetto nella testa”.

Quanto all’ala di sinistra del PD che come ha fatto sapere l’ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza chiede un congresso, il ministro dice: “L’identità del Pd sta negli atti che si compiono. Dalla riforma del lavoro a quella dei lavori pubblici, dalla legge sulle unioni alle misure contro la povertà. Dovremmo anticipare il congresso perché facciamo riforme?”.

L’esecutivo dovrà però spiegare come mai Verdini e Massimo Parisi, due dei 18 senatori del gruppo parlamentare Ala che hanno votato insieme alla maggioranza di governo per il testo sulle unioni civli, dal quale è stato stralciato il controverso capitolo 5 sulle adozioni del figlio naturale del partner, sono sotto processo a Firenze per aver truffato lo stesso governo Renzi che ora appoggiano.