Alitalia: tempo stringe, senza Atlantia sfuma offerta Fs

16 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

A due mesi dalla restituzione del prestito per evitare una procedura di infrazione dalla Ue per aiuti di Stato, il destino di Alitalia appare più che mai incerto.

Il 30 aprile scade la proroga fissata dai tre commissari Alitalia perché le Fs presentino quella che definiscono «integrazione dell’offerta» su Alitalia. Il piano Az delle Ferrovie prevede nella newco Alitalia una partecipazione tra il 10 e il 15% dell’americana Delta Airlines, le stesse Fs hanno posto il limite del 30% mentre lo Stato, il ministero dell’Economia e finanza, acquisirebbe fino al 15% del capitale, con la conversione in azioni di parte del prestito concesso all’ex compagnia di bandiera.

Ma perché possa andare in porto l’offerta delle Ferrovie dello Stato manca un 40% per cui nelle ultime settimane circola il nome di Atlantia. La holding di autostrade e aeroporti della famiglia Benetton ufficialmente continua a dichiararsi non interessata al dossier Alitalia  e inoltre occorre un via libera da parte del governo. Il problema è che lo stesso esecutivo giallo-verde è ai ferri corti con la famiglia Benetton per il caso del Ponte Morandi ma, scrive Il Sole 24 Ore, potrebbe aprirsi un tavolo di confronto, un clima più aperto al dialogo. la speranza è arrivata dopo che il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha rinviato al 3 maggio prossimo il termine affinchè la società risponda a ulteriori contestazioni avanzate nella procedura di revoca della concessione.

Potrebbe essere poi lo stesso premier Giuseppe Conte a prendere in mano il dossier Alitalia, convocando un consiglio dei ministri ad hoc e aprendo un canale diplomatico con Atlantia.  Se le Fs però non dovessero riuscire a presentare l’offerta entro il 30 aprile, a quel punto i commissari potrebbero valutare l’offerta di Lufthansa, che si è detta interessata, ma alle sue condizioni tra cui  circa 5mila esuberi.