Alitalia: 200 giorni per la salvezza, senza governo vendita difficile

9 Maggio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Duecento giorni per salvarsi e 750 milioni di euro in mano. Questi i numeri per Alitalia, l’ex compagnia di bandiera oggi in mano ai commissari liquidatori chiamati a trovare il miglior offerente per rimetterla in sesto.

Come scrive Repubblica la cifra di 750 milioni di euro è necessaria per non accettare l’elemosina di Lufthansa, “che si è messa alla finestra evitando di fare un’offerta vera, con l’evidente intento di lasciare in mani italiane, il cerino acceso del fallimento o l’onere della ristrutturazione”. Ma il vero problema per Alitalia oggi è un altro: l’incertezza politica, la mancanza di un governo forte che frena Lufthansa e le altre a definire l’offerta.

Prima delle elezioni il premier uscente Paolo Gentiloni aveva indicato il 30 aprile come deadline per decidere sulla vendita di Alitalia ad una società tedesca. In lizza oltre a Lufthansa anche la low cost ungherese Wizz Air e una cordata fra Air France, il fondo Cerberus e EasjyJet. Ma lo stallo venutosi a creare all’indomani del voto del 4 aprile scorso ha rinviato la vendita a data da destinarsi.

Per Alitalia una soluzione può venire dalla vendita ad un’azienda che già opera sul mercato. Ma nessuna si farà avanti fino a quando non c’è un governo nella pienezza dei poteri.

Così il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda dalle pagine del CorSera da cui indica la soluzione: per convincere i potenziali contraenti, tutti i partiti devono dare al governo attuale mandato eplicito ad andare avanti con la vendita.

Il problema è che Lega Nord e Movimento Cinque Stelle prima delle elezioni avevano promesso la rinazionalizzazione dell’ex compagnia di bandiera e tra i dossier aperti che l’esecutivo che potrebbe formarsi a fino a dicembre – detto di tregua o di scopo – almeno per il momento non si occuperà di Alitalia.