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Alert Australia: una storia di successo e senza recessione. Finita

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Sydney – Nell’emisfero australe molte cose funzionano esattamente al contrario di come accade da noi. Mentre qui è estate, in Australia è inverno. Ma c’è un terreno su cui tutto il mondo oggi sembra essersi d’accordo: è quello della crisi. Qui le latitudini non fanno più differenza, qui non ci sono più discrasie.

Dall’Europa all’America, passando per il Giappone e toccando anche India e la Cina è in atto un rallentamento in ogni dove. L’intensità è ovviamente diversa, ma questa è la realtà dei fatti. In questo mondo globalizzato anche l’Australia pagherà il suo scotto.

Shortare il dollaro australiano e comprare pesos messicani: cosi’ il chief economist analyst di Goldman Sachs, Jim O’Neil, aveva qualche giorno fa consigliato in diretta Tv di “giocare” sui mercati il rallentamento dell’economia cinese. Il motivo e’ semplice e gli economisti ormai non hanno più dubbi.

“E’ come se stessimo guardando un lento disastro in movimento”, ha ammesso Su-Lin Ong, senior economista di RBC Capital Markets. “Il calo dei ricavi da export inciderà sulla ricchezza, sui redditi e la propensione ai consumi delle famiglie”, ha aggiunto. “E sta accadendo quando la politica fiscale sta serrando i ranghi e il dollaro australiano si è portato su quotazioni troppo elevate”. In molti adesso si aspettano che questa economia si fermerà nel 2013, lasciando pericolosamente vulnerabile il settore degli investimenti nel minerario.

Poco importa se governo e Banca centrale prevedono che la crescita sarà intorno al 3% per i prossimi due anni. Quando l’idillio sarà rotto le ricadute sui tutti i comparti dell’economia saranno pesanti. A incrinare il quadro è stato comunque soprattutto il rallentamento della Cina: qui ha prodotto lo sboom dei prezzi nelle esportazioni del mercato delle risorse di base costringendo le società minerarie del Paese a ridimensionare i loro piani di espansione, alquanto ambiziosi.

E adesso lo spauracchio di una recessione dietro l’angolo è qualcosa di concreto. Non accade da 21 anni di seguito, nel senso che l’Australia è l’unico paese occidentale a non aver mai subito recessioni in senso tecnico, cioe’ due trimestri consecutivi di contrazione del Pil. E’ uno scenario che sta prendendo in considerazione la Banca centrale: vorrebbe agire, tagliando i tassi di interesse ai minimi storici e a mantenerli a lungo tempo su questi livelli per tentare di dare fiato all’economia. E’ un film già visto in Europa e in America. Resta da chiedersi se questo sarà abbastanza per mettere a freno le paure di una Grande crisi, anche qui.