Addio Mosca, le banche d’affari lasciano la capitale russa

14 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – E’ un vero e proprio esodo quello che vede coinvolte le maggiori banche d’affari internazionali con sede in Russa. Complici le sanzioni internazionali, che hanno falcidiato le attività finanziarie nella capitale russa, i principali broker americani del calibro di Jp Morgan e Morgan Stanley “fanno le valigie” per tornare a Londra.

I numeri parlano chiaro. Dal mercato dei bond a quello azionario passando per il credito, i primi otto mesi del 2014 hanno visto un dimezzamento delle attività finanzierie, secondo i dati di Freeman & co, società di consulenza americana. Per non parlare del rublo che, negli ultim tre mesi, ha segnato un calo del 23% contro il dollaro negli ultimi tre mesi, aggiudicandosi la maglia nera tra 170 valute monitorate da Bloomberg.

D’altro canto alcune banche la decisione non è facile. Molti operatori finanziari sono riluttanti a tagliare il personale per evitare incidenti diplomatici con il Cremlino e in vista di un rimbalzo dei mercati, che prima o poi arriverà una volta che le sanzioni saranno elimintae.

Quello che sta succedendo a Mosca in queste ultime settimane ripete, almeno in parte, un copione giù visto nel 1998 quando Goldman Sachs e Lehman Brothers lasciarono la Russia nel pieno della crisi del debito russo. Molte delle banche in fuga da Mosca sono tornate nel 2000, guadagnando cifre astronomiche dal boom delle materie prime. Le stesse hanno scelto di ridimensionare piuttosto che lasciare nuovamente il paese dopo la crisi globale del credito e la guerra della Russia con la Georgia nel 2008.

Fonte: Bloomberg

(MT)