Mercati

Restare investiti nell’incertezza, secondo Ubs la disciplina paga nel lungo periodo

Le tensioni geopolitiche e i movimenti bruschi dei mercati finanziari possono facilmente indurre gli investitori a cercare rifugio fuori dai mercati in attesa di maggiore chiarezza. Questa reazione, pur comprensibile, raramente si rivela la più efficace per chi dispone di un orizzonte temporale di lungo periodo. È quanto scrive in una nota odierna, Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, secondo cui i periodi di turbolenza non rappresentano una novità per gli investitori e i dati storici indicano che la strategia più solida resta quella di mantenere gli investimenti all’interno di un portafoglio ben diversificato.

“I periodi di stress e volatilità si sono verificati molte volte in passato e i dati storici dimostrano che gli investitori con un orizzonte di lungo periodo sono generalmente meglio serviti restando investiti in un portafoglio diversificato” spiega l’esperto.

Volatilità non significa uscire dal mercato

Uno dei punti chiave della nota è che la volatilità, di per sé, non costituisce un motivo sufficiente per liquidare le posizioni. I mercati azionari attraversano regolarmente fasi di correzione anche durante cicli complessivamente positivi.
Storicamente, gli indici azionari hanno mostrato una notevole capacità di recupero dopo periodi di forte volatilità. Le flessioni nel corso dell’anno sono relativamente frequenti, ma non sempre si traducono in rendimenti annuali negativi. Per questo motivo, reagire impulsivamente ai movimenti di breve periodo può portare a decisioni di investimento poco efficienti.

Il costo nascosto del market timing

Un altro rischio evidenziato da Haefele è quello del cosiddetto market timing, ovvero il tentativo di anticipare i movimenti dei prezzi entrando e uscendo dal mercato nei momenti ritenuti più favorevoli.

Secondo le analisi storiche citate, anche perdere poche delle migliori settimane o trimestri di performance può ridurre in modo significativo il rendimento finale di un investimento azionario. In altre parole, cercare di prevedere il momento giusto per uscire e rientrare dal mercato può rivelarsi più costoso che rimanere semplicemente investiti.

“Restare investiti tende a essere premiato con rendimenti interessanti nel lungo periodo”, sottolinea Haefele, aggiungendo che, guardando agli orizzonti temporali più ampi, i mercati azionari hanno mostrato una prevalenza di anni positivi rispetto a quelli negativi. Questo rafforza l’idea che la disciplina e la costanza tendano a essere premiate nel lungo periodo.

UBS Global Wealth Management ricorda comunque un principio fondamentale dell’investimento: le performance passate non costituiscono una garanzia di risultati futuri. Tuttavia, per gli investitori con un portafoglio ben diversificato e la capacità di mantenere gli investimenti nel tempo, la probabilità di ottenere rendimenti interessanti resta storicamente favorevole.

Diversificazione e asset difensivi per affrontare l’incertezza

Nel contesto attuale, caratterizzato da tensioni geopolitiche e oscillazioni delle materie prime, la diversificazione rimane lo strumento principale per gestire il rischio.
Per chi presenta posizioni azionarie concentrate, UBS raccomanda di ampliare l’esposizione tra diversi settori e aree geografiche.

“Riteniamo che adeguate allocazioni in obbligazioni di qualità, oro e strumenti alternativi come gli hedge fund possano aiutare gli investitori a navigare meglio il contesto di mercato”, conclude Haefele.