Qualcosa a Wall Street “ricorda” il 2008, afferma l’ex capo di Goldman Sachs. Ecco di cosa si tratta
Lloyd Blankfein, ex amministratore delegato di Goldman Sachs durante la crisi finanziaria del 2008, torna a farsi sentire con un avvertimento per il mercato statunitense. In una serie di interviste recenti, Blankfein ha espresso preoccupazione per i rischi nascosti nel settore del credito privato, un segmento in rapida espansione che sta attirando sempre più investitori e l’attenzione anche della Casa Bianca.
“C’è un sentore che ricorda quel periodo”, ha detto Blankfein, riferendosi alla crisi finanziaria globale, durante un colloquio con Pablo Salame, co-responsabile degli investimenti di Citadel. “Non sento ancora la tempesta, ma i cavalli cominciano a nitrire nel recinto”, ha aggiunto, sottolineando un possibile accumulo di tensioni nel mercato.
Rischi e segnali di allarme: cosa ha detto l’ex ceo di Goldman
Alcuni operatori di Wall Street stanno diventando sempre più cauti riguardo ai prestiti rischiosi e alla leva nascosta nel credito privato. Lo scorso anno, il fallimento improvviso di due aziende legate a questo settore ha costretto diverse banche a segnalare ingenti perdite, aumentando il timore che problemi simili possano propagarsi nell’intero mercato finanziario.
Per gli investitori, il richiamo al 2008 non è casuale: la crisi di allora era scatenata da difficoltà nel mercato dei mutui e portò il crollo dei mercati azionari mondiali, causando la peggior recessione americana dalla Grande Depressione. Oggi, il mercato del credito privato ha dimensioni comparabili a quelle dei mutui subprime di allora, suscitando preoccupazioni simili sulla possibilità di contagio finanziario.
“È passato molto tempo dall’ultima grande crisi,” racconta Lloyd Blankfein. “Sono 17 anni dalla crisi finanziaria.” L’ex CEO di Goldman Sachs Group Inc., che guidò la banca durante quel momento storico, avverte: se è successo una volta, può succedere di nuovo.
“Pensatelo come della legna secca sul pavimento di una foresta,” spiega. “Prima o poi scoccherà una scintilla che, in altre circostanze, non avrebbe scatenato un incendio. Ma con questa accumulazione, succederà. Accadrà inevitabilmente.”
Non solo Blankfein: anche Jamie Dimon, ceo di JPMorgan Chase, aveva avvertito che individuare un “scarafaggio” nel sistema spesso significa che altri sono nascosti, e recentemente ha ammonito che alcune pratiche nel settore ricordano gli errori pre-2008.
Il rischio per i risparmiatori
Blankfein ha inoltre messo in guardia sul rischio crescente derivante dall’apertura dei mercati privati agli investitori retail. Proposte che mirano a inserire fondi di private equity nei piani pensionistici, i famosi 401, promettono maggiori rendimenti, ma espongono i risparmiatori a strumenti complessi, illiquidi e poco trasparenti.
“Le conseguenze di un errore o di un problema nei conti dei pensionati—persone reali, cittadini, contribuenti—sono molto più gravi rispetto alle perdite subite dagli investitori istituzionali”, ha sottolineato l’ex ceo.
Un altro elemento che ha acceso i riflettori sul credito privato è l’impatto dell’intelligenza artificiale. I timori legati alla disruption nel settore software hanno pesato sulle valutazioni delle società private, a cui grandi asset manager come Blackstone, KKR e Blue Owl Capital sono fortemente esposti.