Spread, Borghi: “non succederà niente altrimenti l’Italia si porta dietro l’UE”
Claudio Borghi, uno degli esponenti della Lega fautori della linea dura nei confronti delle leggi europee, è convinto che alla fine sui mercati l’Italia non subirà grandi scossoni nella forma di un rialzo degli interessi da pagare sul debito, perché ne va del futuro di tutta l’Unione Europea.
“Considerando tutto il terrorismo mediatico, la reazione (dei Btp, NdR) non è stata neanche male. Vedendo titoli di giornali “azzardo”, “imprudenza”, “insostenibilità del debito”, a un certo punto un investitore si adegua a un certo tipo di narrazione e vende i titoli. Quello che mi fa pensare che non succederà niente sono i valori dei titoli di Stato di Spagna e Francia“, dice il presidente della commissione Bilancio della Camera in una intervista a Radio Cusano Campus.
“Se l’Italia davvero dovesse andare verso l’insostenibilità del debito e l’esplosione dello spread, ci porteremmo dietro tutta l’Europa”.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play