11:33 giovedì 25 Gennaio 2018

S&P: euro forte rovinerà piani Bce, che sarà più “colomba” del previsto

L’euro forte rovinerà i piani della Bce, che sembrava intenzionata a cambiare la forward guidance e accelerare il processo di normalizzazione di politica monetaria dopo anni di misure ultra accomodanti. Con un tasso di cambio in rialzo e l’euro sopra 1,24 dollari, Standard & Poor’s sostiene che il compito della Bce di favorire un’accelerazione dell’inflazione verso l’obiettivo di un valore vicino al 2%, diventa più difficile. I beni importati costano meno e questo pesa sulle dinamiche di prezzo dell’Eurozona. Sul Forex l’euro scambia sui massimi da fine 2014, prima che Mario Draghi annunciasse il varo del programma di alleggerimento quantitativo QE, e vale il 18% in più rispetto ai minimi di un anno fa.

Le attese di mercato, per un rialzo dei tassi interesse a inizio 2019 e per qualcuno persino a fine 2018, sono troppo in anticipo rispetto anche a quello che i membri più falchi del board della Bce ritengono sia più corretto. “Se l’euro fosse rimasto sui livelli di inizio 2016, anziché iniziare a rafforzarsi dalla seconda parte del 2017 – fa notare l’analista dell’agenzia di rating Marion Amiot in un report – l’inflazione sarebbe dello 0,7% più alta di quanto non lo sia ora (1,4% a dicembre)”. Significa che i prezzi al consumo si troverebbero non lontani dal target desiderato da Draghi e colleghi.

Euro è salito ai massimi dal 2014 ed è in rialzo del 18% dai minimi dell'anno scorso rispetto al dollaro
Euro è salito ai massimi dal 2014 ed è in rialzo del 18% dai minimi dell’anno scorso rispetto al dollaro

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