S&P: euro forte rovinerà piani Bce, che sarà più “colomba” del previsto
L’euro forte rovinerà i piani della Bce, che sembrava intenzionata a cambiare la forward guidance e accelerare il processo di normalizzazione di politica monetaria dopo anni di misure ultra accomodanti. Con un tasso di cambio in rialzo e l’euro sopra 1,24 dollari, Standard & Poor’s sostiene che il compito della Bce di favorire un’accelerazione dell’inflazione verso l’obiettivo di un valore vicino al 2%, diventa più difficile. I beni importati costano meno e questo pesa sulle dinamiche di prezzo dell’Eurozona. Sul Forex l’euro scambia sui massimi da fine 2014, prima che Mario Draghi annunciasse il varo del programma di alleggerimento quantitativo QE, e vale il 18% in più rispetto ai minimi di un anno fa.
Le attese di mercato, per un rialzo dei tassi interesse a inizio 2019 e per qualcuno persino a fine 2018, sono troppo in anticipo rispetto anche a quello che i membri più falchi del board della Bce ritengono sia più corretto. “Se l’euro fosse rimasto sui livelli di inizio 2016, anziché iniziare a rafforzarsi dalla seconda parte del 2017 – fa notare l’analista dell’agenzia di rating Marion Amiot in un report – l’inflazione sarebbe dello 0,7% più alta di quanto non lo sia ora (1,4% a dicembre)”. Significa che i prezzi al consumo si troverebbero non lontani dal target desiderato da Draghi e colleghi.

Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.