Bond Usa: mercato nervoso, per Trump sarà difficile impedire uno shutdown
Cresce il nervosismo nel mercato dei Bond Usa, con gli spread dei rendimenti in fase di ampliamento, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha espresso dubbi sulla possibilità che lui e i leader Democratici del Congresso riescano a trovare un accordo per assicurare che continuino ad arrivare finanziamenti al governo. Trump riceverà oggi pomeriggio nello Studio Ovale il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer e il leader della minoranza alla Camera Nancy Pelosi.
Il problema dell’inquilino della Casa Bianca è che il suo partito, Repubblicano non può sperare di ottenere l’approvazione del piano di bilancio senza i voti dei Democratici. Nonostante il ritorno dello spettro di uno shutdown, ossia della sospensione parziale dei servizi e delle attività federali, Wall Street ha aperto le contrattazioni in rialzo, con il paniere delle blue chip Dow Jones che guadagna lo 0,32%. I progressi sono dunque modesti alla Borsa Usa, ma sufficienti a raggiungere nuove soglie record, mentre Jerome Powell tiene il suo primo intervento davanti al Senato Usa da quando è stato nominato futuro presidente della Federal Reserve. Dieci degli undici settori principali di Borsa scambiano in rialzo.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.