Eurozona, crescita frena: Pil solo +0,3%
Mario Draghi ha le mani libere per fare di nuovo fuoco: la crescita economica dell’area euro ha subito un rallentamento nel secondo trimestre, con il Pil che si è espanso del +0,3%. L’inflazione si è attestata al +0,2% in Eurozona, mentre il tasso di disoccupazione è sceso di un decimo di punto percentuale al 10,1%.
Dopo la pubblicazione dei dati macro, le Borse mantengono i rialzi e l’euro non si discosta di molto dalla variazione della prima mattinata. Al momento guadagna lo 0,18% sul dollaro. I dati sono sostanzialmente in linea con le previsioni. L’inflazione era prevista al +0,1%, il Pil al +0,3%, mentre su base annuale la crescita è stata del +1,6%, lo 0,1% in più delle aspettative.
Breaking news
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.
Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, considera il recente calo delle azioni tecnologiche globali come un’opportunità d’acquisto, sottolineando l’inizio della costruzione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Huang ha evidenziato un accordo con SK Hynix per progettare chip di memoria per AI.
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.