Russia: banca centrale taglia tassi. “Non escluso petrolio a $25”
La banca centrale della Russia ha tagliato i principali tassi di riferimento di 50 punti base, al 10,5%. La banca ha reso noto nel suo comunicato di non escludere la possibilità di ulteriori tagli ai tassi, e ha aggiunto che nota trend positivi in modo stabile “nelle dinamiche relative all’ inflazione.
La Banca centrale russa aveva lasciato i tassi invariati per quasi un anno. Gli analisti di Rabobank Financial Research avevano previsto tuttavia il ritorno a una politica di taglio dei tassi, sulla scia del rallentamento delle pressioni inflazionistiche e a causa delle recessione ancora in atto. Nella nota di Rabobank era stato messo in evidenza il rally del rublo, che dall’inizio dell’anno ha segnato un rally superiore a +15% nei confronti del dollaro e +10% verso il dollaro, grazie al recupero dei prezzi del petrolio.
Il rublo ha intanto ridotto i ribassi nei confronti del dollaro dopo l’annuncio della banca centrale, con i mercati che avevano già prezzato la decisione.

A proposito del trend del petrolio, tuttavia, il numero uno della banca centrale della Russia, Elvira Nabuillina ha affermato di non potere escludere un nuovo calo dei prezzi del petrolio, e tra gli scenario “rischiosi” ha citato anche un tonfo a $25 al barile.
Occhio alla performance che i prezzi del petrolio hanno riportato negli ultimi sei mesi di contrattazioni.

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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.