Federal Reserve alzerà i tassi, ma a luglio
La vicinanza tra le elezioni presidenziali statunitensi e la riunione di settembre della Federal Reserve sta obbligando la banca centrale a rivedere la sua strategia di aumento dei tassi d’interesse. È l’opinione di Salman Ahmed, Chief Investment Strategist presso Lombard Odier Investment Managers, secondo il quale “L’attuale modus operandi della Federal Reserve fuorvia mercati e investitori: prima alimenta le aspettative di un rialzo e poi attua invece misure dovish. Tenendo a mente questa dinamica, riteniamo che un aumento dei tassi d’interesse si vedrà più probabilmente a luglio che a giugno”.
“La possibilità di un secondo aumento dei tassi quest’anno è la domanda da un milione di dollari sulla bocca di tutti. Non ci sbilanciamo ancora sull’argomento, ma in un contesto in cui qualsiasi shock esterno può avere conseguenze sull’economia statunitense, direttamente o tramite i mercati finanziari, alla Federal Reserve restano poche finestre di opportunità per aumentare i tassi mentre cerca di navigare tra una miriade di potenziali difficoltà: il ciclo politico del paese, la maturità del ciclo economico statunitense e le sfide strutturali poste da Europa, Cina e Giappone”.
Che impatto avrà tutto questo sui mercati? Ahmed e il suo team di analisti sono convinti che “i rendimenti obbligazionari Usa resteranno contenuti, con i rendimenti dei Treasury decennali al di sotto del 2%. La forza del dollaro a cui abbiamo assistito di recente è solo temporanea e si ridurrà nei prossimi mesi. Per quanto riguarda gli altri asset, gli investitori sono ancora alla disperata ricerca di rendimento e, sebbene un aumento dei tassi d’interesse statunitensi possa essere un raggio di luce all’orizzonte, gli investitori dovrebbero affidarsi alla prudenza, prestando particolare attenzione ai fondamentali nella costruzione dei portafogli”.
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Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.