Borse cinesi in calo: Hong Kong chiude a -0,64%, Shenzhen perde il 2,06%
La sessione di chiusura della Borsa di Hong Kong ha visto un calo significativo, influenzato dalle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Gli attacchi tra Stati Uniti e Iran hanno sollevato preoccupazioni sull’approvvigionamento petrolifero, incidendo negativamente sul mercato.
Parallelamente, il settore tecnologico ha subito una forte pressione, con vendite massicce che hanno colpito duramente i semiconduttori, l’elettronica di consumo e le assicurazioni. L’indice Hang Seng ha terminato la giornata con un ribasso dello 0,64%, chiudendo a 24.407,96 punti.
In Cina Continentale, il clima di mercato è stato appesantito dall’aumento dei prezzi alla produzione. Sebbene l’indice dei prezzi al consumo sia rimasto stabile, ciò non è bastato a rassicurare gli investitori. A Shanghai, l’indice composito ha chiuso con una perdita dello 0,42% a 3.993,23 punti, mentre a Shenzhen il calo è stato più marcato, con il component index in discesa del 2,06% a 14.954,10 punti.
Breaking news
ERock, azienda statunitense nel settore energetico, debutta oggi al New York Stock Exchange con il simbolo ‘EROC’, raccogliendo 600 milioni di dollari tramite un’IPO di 27.906.977 azioni Classe A a 21,50 dollari per azione. Concessa agli underwriters un’opzione per l’acquisto di ulteriori 4.186.046 azioni.
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dal settore tecnologico di Wall Street e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. L’indice Nikkei 225 scende dell’1,89%, mentre il Topix cala dell’1,25%. Anche la Borsa di Seul registra perdite significative.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. ha riportato un incremento del 30% nelle vendite mensili, trainato dalla crescente domanda globale di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Le vendite di maggio sono state di NT$416,98 miliardi, con un aumento del 24% rispetto all’anno precedente. Gli analisti prevedono un ulteriore incremento del 35% per il secondo trimestre, mentre TSMC continua a espandere la sua influenza nel mercato globale dei semiconduttori AI.
L’inflazione al consumo in Cina è rimasta stabile all’1,2% annuo a maggio, al di sotto della stima mediana dell’1,3%. Tuttavia, l’inflazione dei prezzi alla produzione è accelerata al 3,9%, influenzata dai costi energetici e dei metalli. La crescente divergenza tra l’inflazione PPI e CPI indica le difficoltà dei produttori nel trasferire i costi elevati ai consumatori, portando a una compressione dei margini di profitto.