Modulo 730, detrazioni fiscali: contribuenti beffati

10 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Al via la stagione dichiarativa 2017 con il modello 730 precompilato che farà la sua comparsa sul sito dell’Agenzia delle Entrate dal prossimo 18 aprile. Ordinario o precompilato, nella dichiarazione dei redditi è possibile indicare una serie di spese da cui poi i contribuenti possono fruire di detrazioni e sconti dall’Irpef.

Quest’anno poi debuttano nuove agevolazioni fiscali, come quelle per gite e mense scolastiche, fino alla frequenza di corsi di lingua e di teatro, tutte racchiuse nella guida-vademecum che ha pubblicato l’Agenzia delle Entrate insieme ai Caf. Ed è leggendo tale guida che emerge come il governo sia avaro con le famiglie e benevolo con i partiti politici.

L’allarme arriva da varie associazioni di consumatori, in prima linea l’Adusbef che dalle pagine de Il Fatto Quotidiano mette in luce come per alcune spese gli importi detraibili sono veramente bassi, cifre così esigue da far sorridere amaramente una famiglia italiana media – dice il presidente Elio Lannutti – fornendo qualche esempio.

“La detrazione (19%, ndr) per le spese di frequenza scolastica è calcolata su un importo massimo di euro 564 per l’anno 2016 per alunno o studente”, spiega il documento dell’Agenzia. In pratica il beneficio annuo per il contribuente è di 107,16 euro per ogni figlio. Una somma che non copre neanche la mensa in una scuola pubblica. Figurarsi una gita scolastica, un corso d’inglese e di teatro che, per essere detraibili, devono peraltro essere preventivamente approvati dal consiglio scolastico. La situazione non è diversa per gli asili nido: la detraibilità è sempre al 19% su un importo massimo pari a 632 euro, cioè 120,08 euro annui corrispondenti a poco più di una decina di pacchi di pannolini per neonati (…) Per il riscatto degli anni universitari ai fini pensionistici per i familiari a carico, l’esborso è completamente detraibile al 19 per cento. Ma il costo del riscatto, calcolabile sul sito dell’Inps, è così elevato da invitare il contribuente a pensarci due volte vista anche la possibilità concreta di una riforma del sistema pensionistico“.

Su altre voci invece il Fisco è molto più generoso. E’ il caso delle detrazioni per le erogazioni liberali ai partiti politici anche se effettuate dai candidati e dagli eletti alle cariche pubbliche.

“Dall’imposta lorda si detrae il 26 per cento su un contributo che può raggiungere i 30mila euro. Detta in altri termini, il politico che dona 30mila euro al suo partito potrà detrarre ben 7.800 euro”.

Da qui l’accusa dell’Adusbef al governo.

“E la politica infatti che sceglie cosa e quanto far detrarre ai cittadini. E nella maggior parte dei casi per i contribuenti le agevolazioni concesse alle famiglie sono una miseria rispetto al resto dell’Unione. Le politiche degli ultimi tre governi non hanno fatto altro che penalizzare le famiglie invece di incentivarle in un Paese che sta drammaticamente invecchiando”.