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Russia nella tempesta, tra crollo rublo e collasso bancario

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NEW YORK (WSI) – Nuova tempesta si abbatte sulla Russia,  che deve fare i conti con il crollo del rublo da una parte e con il collasso del sistema bancario d’altro.

E’ di oggi la notizia che la Banca centrale ha revocato la licenza a Vneshprombank, la 34esima banca russa per asset e 33esima per depositi, in quello che si annuncia come uno dei più grandi collassi bancari nella storia russa.

La decisione fa seguito alla scoperta di un buco di bilancio di 187 miliardi di rubli (2,3 miliardi di dollari). La Banca centrale aveva già’ messo in amministrazione controllata l’istituto il 18 dicembre scorso.

Tutto questo mentre il crollo del prezzo del petrolio sta mettendo sotto pressione il rublo, che oggi ha toccato nuovi minimi storici rispetto al dollaro a 86 rubli. L’euro ha superato per la prima volta da dicembre 2014 la soglia di 92 rubli.

Un tentativo di rassicurazione su questo fronte e’ arrivato oggi dal Cremlino’  “Non voglio usare la parola crollo. Il prezzo è volatile, ma non c’è un crollo», ha spiegato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. “Non c’è motivo di dubitare – ha aggiunto – che la banca centrale abbia un piano per evitare un vero e proprio crollo. Abbiamo un potente regolatore. La banca centrale sta monitorando attentamente la situazione”.