Per la prima volta Usa sperimentano il reddito universale

19 ottobre 2017, di Alberto Battaglia

Stockton, una città californiana di circa 300mila abitanti sarà la prima comunità a sperimentare il reddito universale negli Stati Uniti. Il programma è costituito di una prova triennale nella quale un gruppo di cittadini selezionati (quanti non è ancora chiaro) riceverà un assegno mensile di 500 dollari al mese, per un totale di 6mila dollari all’anno. Lo ha annunciato il sindaco di Stockton, Michael Tubbs secondo il quale la sperimentazione dovrebbe essere avviata entro l’agosto 2018.

 
L’ipotesi di un reddito universale destinato alla cittadinanza è una misura di cui si discute sempre con maggiore insistenza, visto che il progresso tecnologico promette di acuire ulteriormente il divario di reddito fra ricchi e poveri, rischiando di aumentare l’emarginazione di ampie fasce della popolazione. A meno di non regalare una sorta di contributo minimo. Altri osservatori restano scettici sull’efficacia di tali misure, che potrebbero diventare un incentivo alla pigrizia o comunque scoraggiare il lavoro.

 

Secondo il sindaco Tubbs, divenuto a 26 anni il più giovane sindaco a guidare una città americana di oltre 100mila abitanti, il reddito universale potrebbe davvero contrastare la povertà. L’ispirazione, ha raccontato il sindaco in un’intervista rilasciata Vox, arriva addirittura da Martin Luther King, che aveva evocato il reddito di cittadinanza già nel 1967. Secondo King esso sarebbe stato un aiuto nella “lunga e lunga strada del problema economico dei neri e il problema economico che molte altre persone povere affrontano nella nostra nazione”.
A Stockton l’esigenza di maggior reddito emerge con chiarezza se si considera che il reddito mediano è di 44.797 dollari, contro una media di 61.818 della California, con un tasso di disoccupazione molto superiore alla media nazionale: 7,3 contro il 4,3%.

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