Bitcoin fa un bel tonfo sotto $7.000, investitori gli preferiscono versione cash

10 novembre 2017, di Daniele Chicca

La terza separazione nel giro di poco tempo del Bitcoin è stata scongiurata, ma la versione ‘bitcoin cash’ viene preferita dagli investitori e fa un balzo di più del 20% ai massimi dal 20 agosto, mentre la criptovaluta “originale” buca i 7.000 dollari facendo un tonfo a $6.719,17 ai minimi dal primo novembre. Il prezzo del Bitcoin ha toccato un nuovo massimo storico in settimana dopo che gli sviluppatori hanno abbondato l’idea SegWit 2x per paura di creare divisioni all’interno della comunità. Alcuni trader avevano comprato Bitcoin prima dell’upgrade perché si aspettavano un ulteriore incremento di valore e delle capacità per il Bitcoin.

SegWit sta per “Segregated Witnesses” ed è una hard fork che consente di creare più spazio: è stata a lungo al centro di dibattiti tra i fan delle criptovalute e i miner sin dal 2015. Il motivo principale per cui è stata avanzata la proposta riguarda la crescente popolarità del Bitcoin, che ha incrementato il numero di di transazioni e il bisogno di uno spazio maggiore per file di dati monetari chiamati blocchi. In concreto, SegWit è una temporanea divergenza dalla blockchain, in cui la criptovaluta utilizza una firma per le transazioni separata per aiutare a fare spazio nella blockchain principale. La divisione tra Bitcoin originale e Bitcoin cash, invece, era stata pensata per aumentare la velocità delle transazioni con le monete digitali.

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