Mercati, ripresa perde slancio: Cina e Usa si scambiano accuse

7 dicembre 2018, di Daniele Chicca

In un contesto di mercati molto fragili, le Borse europee tentano invano di recuperare le perdite pesanti subite nelle ultime sedute. Il focus è indiscutibilmente sui mercati Usa, dove sull’appetito per il rischio gravano i timori che scoppi una crisi diplomatica tra Cina e Stati Uniti dopo l’arresto della numero due di Huawei in Canada e l’impatto che questa potrebbe avere sulla guerra dei dazi. A livello settoriale i più penalizzati sono trasporti, energia e tutti i gruppi attivi nelle attività i import-export tra le due potenze economiche mondiali, che si stanno scambiando accuse reciproche.

Un impatto negativo lo stanno avendo anche le preoccupazioni legate all’inversione della curva dei rendimenti dei Treasuries Usa (in questo caso a pagare dazio sono soprattutto le banche). In particolare il differenziale negativo tra scadenza a 2 e 5 anni (il rendimento a breve è più alto di quello a medio termine) significa che il mercato non crede nel fatto che la Fed imporrà il ciclo di strette monetarie previsto. I tassi decennali sono scesi ai minimi di seduta di 2,870%.

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7 dicembre 201810:27

Questo è il quadro per le Borse europee in avvio di seduta. European stock markets December 7 2018

7 dicembre 201817:04

L’economia Usa ha creato meno posti di lavoro del previsto nel mese di novembre. Gli analisti puntavano in media sulla creazione di 190.000 unità di lavoro. La media mensile negli ultimi tre mesi è di +170 mila posizioni. Il tasso di disoccupazione è invece rimasto ai minimi pluriennali in area 3,7%.

Anche i salari hanno deluso le aspettative di mercato: su base annuale l’incremento è stato buono (+3,1%) ma le retribuzioni orarie sono aumentate dello 0,2%, meno dello 0,3% previsto (vedi grafico). In più i dati di ottobre sono stati ritoccati al ribasso dello 0,1%. Le ore settimanali lavorative sono calate di 0,1 ore a 34,4 ore a novembre.

7 dicembre 201817:04

Il possibile intensificarsi delle tensioni commerciali e la paura di una recessione in America sono tra i fattori all’origine delle liquidazioni di posizioni nei fondi azionari e dei cali di Borsa di questa settimana. Lo dicono gli strategist di Bank of America Merrill Lynch, che citano l’inversione della curva dei rendimenti Usa come un segnale di recessione in arrivo.

Il nervosismo degli investitori è evidente se si guarda ai flussi in uscita dai fondi azionari e obbligazionari: ben 5 miliardi e 200 milioni e 8 miliardi e 100 milioni di dollari, rispettivamente, sono stati ritirati, secondo i dati di EPFR citati dalla banca.

“I mercati iniziano a scontare una possibile recessione in Usa, ma le autorità politiche e la Fed devono invece ancora farlo”, dicono gli analisti di Bank of America.

7 dicembre 201817:13

Le parole del consulente economico della Casa Bianca sul caso Huawei e sulla tregua commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina hanno migliorato, seppure brevemente, la situazione alla Borsa Usa in avvio di seduta. Il balzo non è durato molto tuttavia, con il Nasdaq che al momento cede l’1% circa sui minimi di seduta. Di analoga entità i ribassi anche per S&P 500 e Dow Jones.

7 dicembre 201817:13

Il dollaro, da parte sua, fa un bel tonfo sul Forex dopo che Larry Kudlow ha detto che il presidente Donald Trump potrebbe concedere al presidente cinese più dei 90 giorni stabiliti dai due leader mondiali al G20.

7 dicembre 201817:13

Kudlow ha sottolineato che l’America aveva avvertito Huawei, gruppo di apparecchiature tecnologiche a controllo statale da 93 miliardi di dollari di fatturato nel 2017 e un’istituzione in Cina, di fare attenzione a non violare le sanzioni Usa contro l’Iran. Secondo il consulente di Donald Trump l’arresto della numero due Weng Whanzou in Canada non deve per forza avere un impatto sui colloqui sul fronte commerciale con il governo di Pechino.

Kudlow ha aggiunto che i dazi imposti dalla Cina sul settore automobilistico americano saranno “ridimensionati in fretta“. Le dichiarazioni hanno dato il la agli acquisti alla Borsa Usa e in particolare sul Nasdaq, il paniere dei titoli hi-tech, e indebolito invece il biglietto verde.

7 dicembre 201817:13

Kudlow ha sottolineato che l’America aveva avvertito Huawei, gruppo di apparecchiature tecnologiche a controllo statale da 93 miliardi di dollari di fatturato nel 2017 e un’istituzione in Cina, di fare attenzione a non violare le sanzioni Usa contro l’Iran. Secondo il consulente di Donald Trump l’arresto della numero due Weng Whanzou in Canada non deve per forza avere un impatto sui colloqui sul fronte commerciale con il governo di Pechino.

Kudlow ha aggiunto che i dazi imposti dalla Cina sul settore automobilistico americano saranno “ridimensionati in fretta“. Le dichiarazioni hanno dato il la a qualche acquisto alla Borsa Usa e in particolare sul Nasdaq, il paniere dei titoli hi-tech, e indebolito invece il biglietto verde.

7 dicembre 201817:37

Le Borse europee, che hanno ripreso un po’ di slancio nel pomeriggio, chiudono in rialzo. Piazza Affari, trainata dai big energetici come Saipem ed ENI, ha guadagnato lo 0,72% a 18.777 punti. Il computo settimanale rimane tuttavia negativo. La Borsa di Londra fa +1,28%.

A riprova dell’atteggiamento di fuga dal rischio degli investitori e di incremento del nervosismo, mentre l’oro ha messo a segno un progresso dello 0,64% a 1.251,50 dollari l’oncia, l’indice VIX della volatilità ha fatto un balzo di più di 4,5 punti percentuali a quota 22,15. L’euro si rafforza un po’, sfiorando 1,14 dollari. Il petrolio rimbalza nettamente dopo i cali degli ultimi giorni, grazie alle notizie sul taglio alla produzione di barili giunte dall’Opec: +4% in area 53,70 dollari.

7 dicembre 201817:38

Le Borse europee, che hanno ripreso un po’ di slancio nel pomeriggio, chiudono in rialzo. Piazza Affari, trainata dai big energetici come Saipem ed ENI, ha guadagnato lo 0,72% a 18.777 punti. Il computo settimanale rimane tuttavia negativo. La Borsa di Londra fa +1,28%.

A riprova dell’atteggiamento di fuga dal rischio degli investitori e di incremento del nervosismo, mentre l’oro ha messo a segno un progresso dello 0,64% a 1.251,50 dollari l’oncia, l’indice VIX della volatilità ha fatto un balzo di più di 4,5 punti percentuali a quota 22,15. L’euro si rafforza un po’, sfiorando $1,14. Il petrolio rimbalza nettamente dopo i cali degli ultimi giorni, grazie alle notizie sul taglio alla produzione di barili giunte dall’Opec: +4% in area $53,70.

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