Inversione curva dei rendimenti: l’impatto su economia e mercati

4 dicembre 2018, di Daniele Chicca

Una parte della curva dei rendimenti obbligazionari Usa si è invertita a Wall Street. Il differenziale tra i rendimenti a cinque e tre anni è finito sotto zero. Un fenomeno del genere, molto raro, può venire interpretato dai mercati come un presagio di recessione economica.

Si tratta della prima inversione della curva dei rendimenti in sette anni di tempo. È da tempo che il differenziale tra le scadenze a 5 e 3 anni dei Treasuries Usa e tra i titoli a 3 e 2 anni si stava ravvicinando facendo presagire un’inversione.

Bloomberg ha riportato che la differenza di rendimento tra i titoli di Stato americani a tre e cinque anni è scesa a -0,6 punti base lunedì 3 dicembre. È la prima volta dal 2007 che succede.

Non è la parte della curva che viene osservata con maggiore frequenza. Di solito è lo Spread tra 2 e 10 anni che viene considerato la misura più attendibile per anticipare una eventuale recessione dell’economia. Ma l’andamento recente potrebbe essere solo il primo fenomeno dei mercati che precede una fase di rallentamento dell’attività.

Anche se diversi analisi hanno cercato di sminuire l’importante di una simile inversione della curva dei rendimenti, i mercati stanno mandando un messaggio anche alla Federal Reserve circa il fatto che la fine del ciclo di strette monetarie si sta avvicinando.

E con il prossimo rialzo dei tassi di interesse previsto per dicembre è possibile che altre porzioni della curva dei rendimenti si invertiranno. L’unico spread che si è ampliato dal 19 ottobre, mentre il resto dei differenziali si restringeva, è quello tra 7 e 10 anni.

Il segnale di recessione tradizionale è considerata l’inversione della curva tra il titolo a due anni e quello decennale di riferimento. È difficile che questo accada a breve, ma stavolta il campanello d’allarme potrebbe arrivare da un’altra parte.

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