Gross, il Re dei Bond “costretto” a shortare obbligazioni

27 maggio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Guru di Wall Street, tra le voci più ascoltate nel mondo dell’alta finanza, ex Pimco, Bill Gross è conosciuto in tutto il mondo per essere il Re dei bond. Le sue ultime dichiarazioni “anti-bond” hanno dunque sorpreso. Gross, infatti, ha unito la sua voce al coro dei ribassisti sul mercato obbligazionario.

E’ stato lui stesso, lui che ha costruito una fortuna di $1,9 miliardi investendo sui bond, lui che gestice il fondo da $1,3 miliardi “Janus Global Unconstrained Bond Fund”, a dire di essere costretto, dalle attuali condizioni di mercato, a prendere una posizione contraria ai suoi istinti e alla sua formazione.

Nel corso di un’intervista rilasciata a Bloomberg, Gross ha detto di prevedere un calo dei prezzi dei corporate bond, per due motivi. Il primo è che il settore ha corso troppo dalla metà di febbraio. Il secondo è perchè, a suo avviso, il giorno del giudizio sui mercati prima o poi arriverà, e ciò accadrà quando le banche centrali non saranno più capaci di sostenere gli asset. A quel punto, scatterà la fuga degli investitori.

Al cronista di Bloomberg Erik Schatzker, Gross ha ammesso che per lui è difficile “essere a suo agio nell’essere short” sul settore. Per questo:

“ci sto lavorando, perchè sono un investitore che crede sempre nel sistema, ma che crede che il sistema stesso sia a rischio”.

La verità è sotto gli occhi di tutti. Come ricorda Bloomberg, i corporate bond hanno segnato un rally nel periodo successivo al forte sell off che ha colpito i mercati all’inizio dell’anno. In particolare, i bond con rating junk (spazzatura) hanno garantito guadagni di quasi +14% rispetto al fondo testato a febbraio.

Gross ha comunque precisato che probabilmente, assumerà ora posizioni short attraverso gli indici sui cds, più che shortare direttamente le aziende.

Il gestore ha aggiunto che sta tuttora vendendo strumenti per assicurarsi contro il rischio di aumento di volatilità sui mercati obbligazionari, ma che tale scelta di trading sta diventando sempre meno appetibile.

Gross ha detto anche che sta diventando sempre più difficile per i gestori dei fondi giustificare le commissioni che prendono dai clienti e il loro stesso lavoro.

“So che i miei clienti vogliono il 3-4-5%, a quel punto possono tenere i soldi in banca o nasconderli sotto i loro materassi”.

 

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