Grecia, austerity parte due: nessun rinvio a taglio pensioni

17 settembre 2018, di Alessandra Caparello

Dopo otto anni di austerity lo scorso 20 agosto la Grecia si è avviata verso la fine della stagione del salvataggio finanziario ma affermare che il Paese è risanato è tutt’altra cosa.

La Grecia infatti rimare ancora fortemente indebitata e sottoposta al monitoraggio fiscale anche se in maniera molto meno forte da parte dell’Ue e del Fondo monetario internazionale e e come ha riportato tempo fa il Financial Times, in cambio Atene dovrà perseguire una media di avanzi primari di bilancio del 2,2% del Pil fino al 2060 (e 3,5% fino al 2022).

Qualche giorno fa il premier greco Alexis Tspiras aveva annunciato l’impegno del suo governo a ridurre gradualmente l’imposta sulle società dal 29% al 25% a partire dal prossimo anno, insieme ad un taglio dell’IVA dal 2021 e un taglio tra il 30% e il 50% dell’imposta sugli immobili.

Nel corso di un’intervista  al quotidiano Naftemporiki, il ministro delle finanze ellenico Euclide Tsakalatos ha annunciato un nuovo allentamento dei controlli sui capitali molto presto. Era luglio 2015 quando Atene per arginare la fuga di liquidità dalle sue banche ha imposto controlli sui capitali e ora l’annuncio del ministro.

“La Grecia prevede di ridurre ulteriormente i controlli sui capitali e  presto verranno eliminate tutte le restrizioni imposte tre anni fa. (…) Con questo nuovo allentamento completeremo il secondo pilastro dei regolamenti riguardante i prelievi di contante e l’apertura di conti bancari e entreremo nella fase finale per la piena abolizione dei controlli sui capitali, il terzo e ultimo pilastro..in materia di restrizioni sul trasferimento di capitali all’estero”.

Il 1° gennaio 2019 invece dovrebbe entrare in vigore il taglio sulle pensioni. Inizialmente si era paventato un rinvio del taglio  ma la Commissione Ue ha negato seccamente. “Pacta sunt servanda” ha sentenziato Alexander Winterstein, portavoce di Bruxelles.

“Bisogna realizzare quanto era stato accordato in precedenza”.

Così il portavoce della Commissione che ha anche rifiutato di confermare o negare le informazioni in possesso della stampa secondo le quali Atene e Bruxelles avrebbero raggiunto un accordo per abbandonare i tagli durante la missione delle istituzioni ad Atene.

 

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