Draghi bastona governo: “danni a famiglie e imprese”

25 settembre 2018, di Mariangela Tessa

Mentre in Italia è partito il conto alla rovescia per la presentazione della nota di aggiornamento al Def, il numero uno della Bce, Mario Draghi, bastona il governo M5S-Lega, colpevole a suo parere di aver gravato sui conti delle famiglie italiane, che oggi pagano tassi più alti, per via delle dichiarazioni di alcuni esponenti dell’esecutivo.

Le parole hanno fatto danni, perché le famiglie e le imprese pagano tassi più alti di prima” ha detto dinanzi alla commissione affari monetari del Parlamento europeo.

Secondo Mario Draghi, da aprile in poi – ossia sulla scia delle elezioni legislative del 4 marzo – le banche hanno aumentato il costo dei prestiti alle piccole imprese di 20 punti base. Per quanto riguarda le emissioni obbligazionarie delle grandi imprese, sempre in Italia, i costi sono aumentati di 64 punti base.

Chiamato a esprimere un parere sulla Legge di Bilancio, Draghi ha ribadito:

“Come ho detto la settimana scorsa occorre aspettare i fatti, ovvero la presentazione del disegno di legge di bilancio e la discussione parlamentare. Entrambi sono momenti importanti e delicati“.

Draghi ha poi difeso la Bce dalle accuse di un trattamento di favore riservato a Roma.

 “Non è vero, punto e basta”, perché “la Bce non ha fornito prestiti, la Bce ha comprato i titoli sovrani in ogni Paese a seconda della chiave di sottoscrizione dei capitali della Bce, facciamo una politica monetaria in tutti Paesi, non in uno o in un altro”, ha aggiunto Draghi, rispondendo anche a chi proponeva un limite ai pagamenti della Bce che questo sarebbe fatale” per l’Eurozona, “non ha nessun senso fare pagamenti sino a una certa soglia”.

 

 

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