Borse stanche di politica “reality” e protezionismo di Trump

14 marzo 2018, di Daniele Chicca

Durante il suo reality show “The Apprentice Donald Trump silurava i candidati in prova con un plateale “You are fired!”. Ora sembra aver portato alla Casa Bianca il set di quella trasmissione televisiva, visto che il presidente sta effettuando un licenziamento dopo l’altro dello staff. Per la prima volta nella storia americana un alto responsabile del governo è stato cacciato con un tweet. È toccato al segretario di Stato Rex Tillerson, che paga l’essersi trovato in disaccordo con Trump su diversi dossier importanti di politica estera, come la Corea del Nord, l’accordo sul nucleare iraniano e i rapporti con la Russia.

E ora i commentatori di mercato osservano come gli investitori americani abbiano perso la pazienza e non supportino più di buon grado la girandola di colpi di scena polittici cui li sottopone l’amministrazione Trump. Ieri la spinta verso l’alto degli indici della Borsa Usa, con S&P 500 e Dow Jones e diretti a nuovi massimi storici, si è spenta in seguito al licenziamento di Tillerson, che verrà sostituito da un esponente più ‘falco’, il direttore della CIA Mike Pompeo. Lentamente Trump si sta sbarazzando dei componenti di governo più moderati e che maggiormente piacciono a Wall Street per la loro vicinanza al mondo degli affari e dunque per la loro sensibilità ai bisogni delle imprese multinazionali. Uno dei timori dei mercati riguarda inoltre la guerra commerciale avviata da Trump in nome di una visione politica economica di stampo protezionista.

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14 marzo 201812:48

Dopo un avvio di scambi difficili, i futures sull’S&P 500 rimbalzano: questo nonostante il rimpasto caotico del governo Trump in un momento delicato dal punto di vista diplomatico per gli Stati Uniti. A compromettere il sentiment di mercato a inizio mattinata contribuiva anche le notizie circa un intensificarsi della guerra commerciale tra Usa e Cina, dopo lo stop di Trump all’Opa di Broadcom su Qualcomm e dopo i dazi alle importazioni di acciaio e alluminio.

14 marzo 201812:48

Dopo un avvio di scambi difficili, i futures sull’indice S&P 500 rimbalzano: questo nonostante la girandola caotica di avvicendamenti in seno del governo Trump in un momento delicato dal punto di vista diplomatico per gli Stati Uniti. A minacciare il sentiment di mercato a inizio mattinata contribuiscono anche le notizie circa un intensificarsi della guerra commerciale tra Usa e Cina, dopo lo stop di Trump all’Opa di Broadcom su Qualcomm e dopo i dazi alle importazioni di acciaio e alluminio. I fondamentali economici robusti continuano tuttavia a sostenere i listini in questa fase.

14 marzo 201813:06

Sul Forex il dollaro viaggia sui minimi di una settimana dopo le minacce di Trump alla Cina in ambito commerciale di imporre un insieme di dazi da 60 miliardi di dollari complessivi. Lato azionario, mentre le Borse Usa cercano di rimbalzare dopo i cali pesanti di ieri, le piazze finanziarie europee sono aiutate dai rialzi del settore minerario dopo i dati positivi sull’attività nelle fabbriche e sull’indice delle sorprese macro pubblicati in Cina, che invece non sono stati sufficienti a portare guadagni in Asia.

14 marzo 201814:43

Il balzo su base annuale dell’indice di fondo (dato ‘core’) dei prezzi alla produzione ai massimi da agosto 2014 rischia di compromettere i margini di profitto delle aziende americane. In questi giorni si parla di crescita ideale negli Stati Uniti, con l’espansione dell’attività generalizzata che è accompagnata ancora da un’inflazione sotto controllo, ma dopo che le vendite al dettaglio hanno deluso le attese, i prezzi alla produzione hanno mostrato una crescita più alta delle aspettative.

A febbraio l’indice PPI core, escluse le componenti volatili di cibo ed energia, è salito dello 0,4% su base mensile, più della variazione del +0,2% prevista. Dopo i dati contrastanti pubblicati ieri sul fronte dell’inflazione (prezzi al consumo), l’indice PPI generale si è espanso dello 0,2%, anche in questo caso il doppio di quanto era atteso dagli analisti. Su 12 mesi, l’indice PPI ‘core’ ha registrato un incremento del 2,7% (vedi grafico), sui livelli più alti in quasi quattro anni.

14 marzo 201814:45

Mati Greenspan, senior analyst di eToro, dice che “l’economia negli Stati Uniti non è solo eccezionale, ma in un certo senso è quasi perfetta, come mostrano i dati diffusi ieri”. Il livello dell’inflazione annunciato allo 0,2% era perfettamente in linea con quanto previsto dagli analisti tant’è che hanno definito l’annuncio “Goldilocks”. “Ieri la giornata è stata movimentata anche dalla decisione del Presidente Trump di licenziare per la prima volta nella storia un Segretario di Stato con un tweet, decisione che ha scatenato la reazione dei mercati”.

“Nei sell-off degli ultimi giorni è stato possibile notare una fuga degli investitori verso posizioni più sicure, un atteggiamento abbastanza comune che si registra per lo più durante periodi di grande volatilità. I trader si sono precipitati ad investire in obbligazioni facendo scendere i rendimenti, tra cui quello a 10 anni che ha toccato il punto più basso da inizio mese. L’oro invece ha fatto dietro front e dopo aver reagito negativamente ai dati sull’inflazione ha chiuso la giornata registrando un picco positivo. Intanto il 77% delle società quotate sull’indice S&P 500 ha battuto le previsioni degli utili. Previsioni che erano già molto generose e che invece sono state superate.

14 marzo 201814:47

Sul fronte delle criptovalute, Christine Lagarde, capo del Fondo Monetario Internazionale, ha pubblicato un post sul suo blog in cui afferma che i governi e i regolatori dovrebbero “combattere il fuoco con il fuoco”. La stessa tecnologia che ha permesso a questo mercato di crescere così rapidamente, potrebbe essere fondamentale per mantenerne anche l’integrità.

“L’idea di usare la blockchain per ripulire non solo l’industria delle criptovalute ma anche altre aree”, dice Mati Greenspan senior analyst di eToro, “sta prendendo sempre più piede. I grandi colossi sembrano intenzionati ad adottare atteggiamenti simili. Dopo Facebook sembra infatti che anche Google abbia deciso di vietare le pubblicità di ICO e criptovalute. Questo significa, come spiega Greenspan, uno stop agli annunci per ICO, criptovalute o bitcoin nei risultati delle ricerche. “L’annuncio ha avuto i suoi effetti ed ha influenzato il Bitcoin per tutto il corso della mattina, attestandone il valore sotto i 9.000 dollari”.

14 marzo 201814:59

Wall Street vira in fretta in rosso dopo un avvio leggermente positivo. Nasdaq e S&P 500 scambiano in calo dopo che le vendite al dettaglio sono calate in febbraio per il terzo mese di fila, deludendo le aspettative. Il computo è stato negativo dello 0,1% a 492,3 miliardi di dollari.

I consumatori americani sono meno ottimisti di quanto si poteva pensare, almeno stando ai dati del Dipartimento del Commercio americano secondo cui il dato di febbraio è peggiore delle stime che erano per un valore di +0,3%. A pesare sulla flessione il ribasso delle vendite di auto e di carburanti. Su base annua le vendite al dettaglio sono cresciute del 4%.

14 marzo 201816:37

Le Borse europee riescono a mantenersi sopra la linea di parità con il titolo Prudential che è il più richiesto a Londra (+6,5%) dopo l’annuncio di un piano per separare in due le attività. A sostenere i listini azionari del continente sono le parole da colomba di Mario Draghi, secondo cui le politiche monetarie rimarranno prudenti, persistenti e pazienti in Eurozona. Le dichiarazioni hanno indebolito l’euro, favorendo di riflesso in Borsa i gruppi esportatori.

Di contro in Usa il Dow Jones cede a un certo punto anche 300 punti, appesantito dalle paure di una guerra commerciale a tutto campo con la Cina. Non a caso sono i titoli di Boeing e di altri gruppi internazionali fanno affari con la potenza asiatica a subire i maggiori cali. Donald Trump ha minacciato di imporre nuovi dazi alle importazioni di prodotti cinesi, con un’attenzione particolare al settore IT.

14 marzo 201816:45

Le Borse europee riescono a mantenersi sopra la linea di parità con il titolo Prudential che è il più richiesto a Londra (+6,5%) dopo l’annuncio di un piano per separare in due le attività. A sostenere i listini azionari del continente sono le parole da colomba di Mario Draghi, secondo cui le politiche monetarie rimarranno prudenti, persistenti e pazienti in Eurozona. Le dichiarazioni hanno indebolito l’euro, favorendo di riflesso in Borsa i gruppi esportatori.

Di contro in Usa, dopo un avvio in rialzo di 100 punti circa, il Dow Jones cede a un certo punto anche 300 punti, appesantito dalle paure di una guerra commerciale a tutto campo con la Cina. Non a caso sono i titoli di Boeing e di altri gruppi internazionali fanno affari con la potenza asiatica a subire i maggiori cali.

14 marzo 201816:45

Le Borse europee riescono a mantenersi sopra la linea di parità con il titolo Prudential che è il più richiesto a Londra (+6,5%) dopo l’annuncio di un piano per separare in due le attività. A sostenere i listini azionari del continente sono le parole da colomba di Mario Draghi, secondo cui le politiche monetarie rimarranno prudenti, persistenti e pazienti in Eurozona. Le dichiarazioni hanno indebolito l’euro, favorendo di riflesso in Borsa i gruppi esportatori.

Di contro in Usa, dopo un avvio in rialzo di 100 punti circa, il Dow Jones cede a un certo punto anche 300 punti, appesantito dalle paure di una guerra commerciale a tutto campo con la Cina. Non a caso sono i titoli di Boeing e di altri gruppi internazionali fanno affari con la potenza asiatica a subire i maggiori cali.

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