Basilea 4, nuove regole peseranno di più in Nord Europa

2 novembre 2017, di Alberto Battaglia

I lavori su Basilea 4 sono “sostanzialmente conclusi” secondo quanto reso noto da Bankitalia. Le nuove regole sui requisiti per gli istituti bancari prevedono, secondo quanto trapelato, un Output floor, ovvero il calcolo degli accantonamenti sulla base dei rischi degli impieghi, al 72,5%.

L’elemento è di particolare interesse per le banche nordeuropee che finora adottavano in merito regole meno stringenti rispetto ai modelli standard. L’implementazione di Basilea 4, avrà comunque, tempi ampi per l’adeguamento (non prima del 2021, massimo 2027).

Mediobanca ha prodotto in un’analisi l’impatto aggregato sugli istituti europei, che sarà complessivamente del -2% sul Cet 1 ratio; la distribuzione, però, sarà molto variegata, con i maggiori risvolti negativi proprio in Nord Europa (le svedesi Shb,-12,1% sul Cet 1, Sweda, -11,7%, Seb, -7,5%, la danese Nordea, -6,3%, Abn, -6,2%, l’olandese Ing, -4%).

Impatti negativi sulla nuova regolamentazione sono più vicini alla media per la francese Bnp Paribas, -1,5% e per le svizzere Credit Suisse, -2% e Ubs, -3%. Per l’Italia, prosegue l’analisi di Mediobanca, gli effetti di Basilea 4 sui Cet 2 saranno più forti su Banco Bpm (-4,7%), mentre, vicine alla media delle banche europee, si troverebbero Intesa Sanpaolo, -2,5%, Unicredit, -1,9% e Ubi del -1,6%.

Oggi la seduta di Piazza Affari si avvia alla chiusura in territorio vicino alla parità; fra le large cap escono bene proprio le banche con Bper e Ubi in testa per il comparto (+2,88 e +1,37); su anche Unicredit (+1,22%). È di oggi una nota positiva di Credit Suisse per quanto riguarda l’outlook delle maggiori banche italiane: è attesa in prospettiva una normalizzazione dei costi dei rischi sistemici, una dinamica positiva di riduzione degli stock di crediti deteriorati, grazie anche ai provvedimenti messi in campo dalle autorità.

 

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