Allarme Bri: “aumento spread torna a piegare le banche”

24 settembre 2018, di Mariangela Tessa

Torna a rafforzarsi il legame tra banche e debito. L’incremento dello spread tra Btp e Bund, a sua volta conseguenza delle turbolenze politiche, continua a far sentire il peso sulle banche europee, ma soprattutto su quelle italiane, francesi e spagnole.

È quanto fa notare Claudio Borio, Capo del Dipartimento monetario ed economico della Bri, commentando la rassegna trimestrale dell’istituto con sede a Basilea secondo cui, in Italia

“il legame tra il settore sovrano e quello bancario, così evidente durante la crisi del debito dell’area dell’euro, si è da allora rafforzato” ha spiegato Borio, aggiungendo che l’aumento dello spread Btp-Bund e la crisi in Turchia hanno quindi colpito le banche con un effetto più forte sulle europee e, fra queste, le italiane, le francesi e le spagnole.

In questo contesto, vanno inquadrate le flessioni delle azioni del settore: da maggio, le quotazioni degli istituti europei hanno perso il 20% un livello ben superiore a quelle Usa, innescate “dall’aumento delle incertezze politiche in Italia”.

Sulle banche lo spread pesa in maniera diretta a causa dell’indebolimento del capitale per via delle perdite sul valore dei Btp e in maniera indiretta a causa di condizioni di finanziamento più difficili.

Sotto il profilo mondiale il rapporto registra un “aumento delle divergenze” fra i mercati mondiali e prevede possibili “ulteriori turbolenze” con gli Stati Uniti in crescita tumultuosa da un lato e paesi emergenti in difficoltà, specie quelli con squilibri, dall’altro e la Cina in possibile rallentamento sullo sfondo.

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