Zuckerberg supera la prova dei mercati: Facebook in volata

11 Aprile 2018, di Mariangela Tessa

Wall Street premia Mark Zuckerberg. Il Ceo di Facebook ha superato la prova dei mercati, dopo la prima audizione al Congresso Usa in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica.  Il copione si ripeterà oggi quando il 33enne si presenterà davanti a 55 deputati contro i 44 senatori di ieri.

Anche se i legislatori non hanno escluso una stretta regolatoria e hanno messo il fondatore del social network sotto torchio per gettare luce su come il gruppo tutela la privacy dei suoi utenti dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, il titolo ha retto bene: alla fine della contrattazioni, le azioni hanno segnato il balzo giornaliero maggiore dall’aprile 2016 (+4,5%) e oggi le contrattazioni ripartiranno da quota 165,04 dollari e con una capitalizzazione di 479,4 miliardi (salita di 17 miliardi nella seduta).

“Non abbiamo fatto abbastanza per impedire che questi strumenti vengano utilizzati in modo dannoso. Non abbiamo affrontato in modo sufficiente le nostre responsabilità ed è stato un grosso errore. È stato un mio errore e mi dispiace” ha ribadito il ceo davanti alle commissioni Commercio e Giustizia del Senato Usa.

A rincuorare i mercati potrebbe essere stato il fatto che, a detta di Zuckerberg, “non c’è stato” un calo dell’uso di Facebook da parte dei suoi utenti. La fuga è stata temuta quando pochi giorni dopo lo scoppio dello scandalo Cambridge Analytica il 21 marzo scorso Brian Acton – uno dei due cofondatori di WhatsApp, la app di messaggistica acquistata da Facebook nel 2014 per 22 miliardi di dollari – su Twitter lanciò il movemento #deletefacebook consigliando al popolo della rete di cancellare il proprio account dal social network che vanta oltre 2 miliardi di utenti attivi mensilmente.

FACEBOOK VERSO VERSIONE A PAGAMENTO. Cinque ore di testimonianza in cui le domande sono state incalzanti. Facebook è un monopolio? “Non mi sembra affatto”, ha risposto Zuckerberg ai membri delle commissioni riunite di Commercio e Giustizia del Senato. La piattaforma potrebbe lanciare una versione a pagamento? “Ci sarà sempre una versione gratuita”, ha detto Zuckerberg portando molti a credere che abbia lasciato aperta la possibilita’ di un servizio a pagamento che farebbe affidamento su abbonamenti invece che sulla pubblicita’ (da cui attualmente derivano quasi tutti i ricavi dell’azienda).

RUSSIAGATE. Non sono mancati riferimenti al Russiagate. Zuckerberg ha confermato che Facebook “sta lavorando” con gli inquirenti capitanati da Robert Mueller, il procuratore speciale che sta indagando sull’interferenza russa nelle elezioni presidenziali del novembre 2016 e sulla potenziale collusione tra la campagna elettorale di Donald Trump e Mosca. Zuckerberg non ha voluto dare troppi dettagli:

“Voglio essere attento perche’ si tratta di cose confidenziali. Siamo in un’audizione aperta e non voglio rivelare cose che sono confidenziali”. Il Ceo ha pero’ chiarito che lui non e’ stato personalmente interrogato dal team di Mueller ma che altri nel gruppo lo sono stati.

Dopo i legislatori, saranno gli analisti a riempire di domande il Ceo di Facebook quando nella call il 25 aprile prossimo Zuckerberg commenterà i conti del primo trimestre del 2018. Intanto Cambridge Analytica su Twitter ha ripetuto di non avere hackerato Facebook né di avere violato leggi. La società di dati usata anche dalla campagna di Trump ha ribadito di avere cancellato i dati degli utenti quando Facebook comunicò che il loro utilizzo stava violava le condizioni d’uso del social. Un’inchiesta indipendente, ha concluso l’azienda, punta a verificare che sia stato cosi’.