Yemen, al-Qaida voleva far saltare oleodotti in aria

7 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Sventato un piano di al Qaida per far saltare alcuni oleodotti nello Yemen. Lo riferisce la Bbc online che cita un portavoce del governo yemenita, Rajeh Badi. Il complotto, riferisce, puntava a far saltare alcuni oleodotti e il controllo di due porti nel sud dove si concentrano le esportazioni e dove sono impiegati diversi lavoratori stranieri.

Il livello di sicurezza nel Paese rimane alto con centinaia di blindati posti davanti ai siti strategici. “Ci sono stati dei tentativi di controllare citta’ chiave nello Yemen quali Mukala e Bawzeer”, ha detto il portavoce del governo Badi. “Questo sarebbe stato seguito da attacchi coordinati da membri di al Qaida sui gasdotti nelle citta’ di Shebwa e Belhaf”. Secondo Badi, terroristi vestiti da soldati sarebbero stati stanziati nei porti e, su segnale, avrebbero invaso i gasdotti per prenderne il controllo. La Bbc riferisce che gli attacchi sarebbero stati condotti per ritorsione contro l’uccisione di un membro di alto livello di al Qaida, Said al-Shihri, durante un attacco drone nello Yemen avvenuto lo scorso novembre. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno ritirato il personale diplomatico nello Yemen in seguito alla minaccia terrorismo. Gli stessi Stati Uniti starebbero preparando operazioni speciali per possibili attacchi contro al Qaida nello Yemen.

Sette membri presunti di al Qaida sono stati uccisi in un attacco condotto da un drone, probabilmente americano, oggi all’alba in Yemen. Si tratta del quinto attacco del genere dal 28 luglio. Questi attacchi hanno provocato in totale 24 morti.

Nessuna reazione esagerata da parte degli Stati Uniti con la chiusura di ambasciate e consolati: la minaccia di attacchi e’ ”significativa”, ”l’estremismo radicale e violento c’e’ ancora”. Il presidente americano, Barack Obama, interviene – durante ‘The Tonight Show’ di Jay Leno – sull’allerta scattata e sulle misure prese dagli Usa, come il ‘travel alert’ ai cittadini americani.

”Si puo’ andare in vacanza lo stesso, ma solo farlo in modo prudente guardando sul sito del Dipartimento di Stato le informazioni quotidiane prima di fare piani. Le possibilita’ di morire in un attacco terroristico sono minori di quelle di morire in un incidente stradale, sfortunatamente”.

Le parole di Obama arrivano mentre, secondo indiscrezioni, e’ stato lo stesso presidente a ordinare attacchi con droni in Yemen negli ultimi 10 giorni per cercare di sventare il complotto terroristico: non e’ chiaro – riporta il Washington Post citando alcune fonti – se gli attacchi siano riusciti nel loro obiettivo.

Obama risponde a domande a tutto campo: assicura che andra’ in Russia per il G20 ma si dice deluso dell’asilo concesso dal paese a Edward Snowden, la ‘talpa’ del datagate.

Rassicura sul fatto che non c’e’ nessun ”programma di spionaggio nazionale”: i programmi di sorveglianza del governo tramite la Nsa sono una ”componente essenziale antiterrorismo”. ”Quello che abbiamo e’ un meccanismo che puo’ tracciare i numeri di telefono e le email che sono connesse a un attacco terroristico e queste informazioni sono utili”.

E ancora su Snowden: ”Non sappiamo esattamente quello che ha fatto, eccetto quello che dice su internet”. Nonostante la delusione per l’asilo concesso dalla Russia, Obama afferma che i due paesi lavorano insieme sull’Afghanistan e sull’attentato di Boston. ”Ci sono momenti in cui tornano a pensare come nella Guerra Fredda e ad avere una mentalita’ come nella Guerra Fredda. Quello che dico loro e al presidente Putin continuamente e’ che questo e’ passato” afferma Obama, sottolineando di non ritenere che la controversia sui diritti dei gay avra’ un effetto sulle Olimpiadi invernali in programma a Soci. Ma Obama e Leno si sono soffermati anche su argomenti piu’ leggeri. Il presidente e’ entrato in studio mentre Leno gli cantava ‘Buon Compleanno’. Hanno parlato di Hillary Clinton, invitata da Obama a pranzo di recente alla Casa Bianca: ”Siamo vicini, e’ stata un grande segretario di Stato”. Obama ha poi omaggiato Leno, fanatico dell’automobilismo, regalandogli un modellino di ‘Beast’, la vettura presidenziale. Leno, raggiante, ha chiesto a Obama di autografarla.
(Ansa)