WTO: tremila miliardi di scambi commerciali in più grazie a blockchain

29 Novembre 2018, di Redazione Wall Street Italia

Neanche la tormentata (e prolungata) fase di debolezza delle criptovalute riesce a spegnere i riflettori sulla tecnologia sottostante, la blockchain, come provato negli ultimi giorni dagli annunci fatti da grandi aziende come Amazon e Auchan, che hanno presentato i loro progetti basati su questo tipo particolare di registro distribuito.

Possiamo inserire in questo filone anche l’ultima ricerca pubblicata ieri dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO): “Blockchain and International Trade: Opportunities, Challenges, and Implications for International Trade Cooperation”. Si tratta di un’indagine sui possibili effetti sul commercio internazionale derivanti dall’applicazione della blockchain.

Secondo questo report, il valore aggiunto economico della blockchain su scala globale potrebbe raggiungere i 3 mila miliardi di dollari entro il 2030. Lo studio considera l’effetto della tecnologia alla base dei bitcoin su settori quali trade finance, logistica, amministrazione dei diritti di proprietà intellettuale in più giurisdizioni e procedure di spedizione.

Inoltre la WTO ha rilevato che la blockchain ha il potenziale per aumentare la trasparenza delle operazioni e semplificare l’automazione dei processi, eliminando così alcune barriere commerciali comuni. Tutto ciò “potrebbe tradursi in più di mille miliardi di dollari di nuovi scambi commerciali” entro 10 anni, si legge nel rapporto.

Ma la creazione di un’infrastruttura di così largo respiro non è un’impresa che si realizza dall’oggi al domani. “L’implementazione di questa tecnologia presenta ancora problemi tanto in sede di scalabilità quanto dal punto di vista dell’armonizzazione del quadro regolatorio a livello internazionale”, fa notare Anatoliy Knyazev, co-fondatore di Exante.

Detto questo, gli esperimenti nel campo continuano. Per esempio, da oggi è ufficialmente operativa Vakt, piattaforma post-trade basata sulla blockchain a cui partecipano colossi come BP, Royal Dutch Shell ed Equinor.

Inizialmente questo progetto si limiterà al commercio dei contratti di petrolio greggio BFOET, ma in seguito la piattaforma dovrebbe estendere la sua attività a tutte le materie prime energetiche scambiate fisicamente.