Warren Buffett: la pandemia ha avuto un impatto “estremamente irregolare” e non è ancora finita

30 Giugno 2021, di Alessandra Caparello

La pandemia ha avuto un impatto “estremamente irregolare” e non è ancora finita, a parlare così è l’investitore miliardario Warren Buffett secondo cui le conseguenze economiche della pandemia stanno ricadendo in modo sproporzionato sulle piccole imprese e l’imprevedibilità derivante dal Covid-19 è lungi dall’essere finita.

“L’impatto economico è stato estremamente disomogeneo,… molte centinaia di migliaia o milioni di piccole imprese sono state danneggiate in modo terribile, ma la maggior parte delle grandi aziende hanno fatto bene”.

Così il CEO della Berkshire Hathaway durante un’intervista con Becky Quick nello speciale della CNBC “Buffett & Munger: A Wealth of Wisdom”.

Nel marzo 2020, con l’avvio della pandemia, migliaia di piccole imprese sono state costrette a chiudere e i loro clienti si sono rivolti ai giganti dell’e-commerce. “Non è finita”, ha detto l’investitore 90enne anche conosciuto come l’oracolo di Ohama.

Il Covid ha creato un “successo favoloso per alcune imprese come i concessionari d’auto, la pandemia ha persino portato profitti inaspettati, come ha sotstenuto Charlie Munger, vice presidente della Berkshire e partner commerciale di lunga data di Buffett.

A causa della chiusura delle fabbriche e di una carenza globale di semiconduttori, le case automobilistiche e i concessionari hanno registrato profitti più ampi, se non record, e persino la vendita di veicoli prima del loro arrivo nelle concessionarie.

La lezione più grande dalla pandemia per Warren Buffett

Secondo Warren Buffett, la più grande lezione che arriva dalla pandemia è quanto il mondo possa essere impreparato per le situazioni di emergenza che sono destinate ad accadere.

“La cosa più grande che si impara è che la pandemia era destinata a verificarsi, e questa non è affatto la peggiore che si possa immaginare”. “La società ha un tempo per prepararsi a cose che sono remote ma che sono possibili e si verificheranno prima o poi” (…) “Ci sarà un’altra pandemia, lo sappiamo. Sappiamo che c’è una minaccia nucleare, chimica, biologica e ora informatica.
Ognuna di queste situazioni ha possibilità terribili e dobbiamo fare qualcosa al riguardo, ma… non è qualcosa che la società sembra particolarmente capace di affrontare completamente”.