Lo definì “veleno per topi”, ma Bitcoin ora si avvicina al valore della società di Buffett

29 Dicembre 2020, di Alberto Battaglia

Warren Buffett ha sempre mantenuto saldi alcuni principi nei suoi investimenti; uno di questi suona più o meno così: “investi nei settori che conosci bene”. E’ evidente che il mondo delle criptovalute possa apparire astruso e non è certo di facile o immediata comprensione. Le speculazioni su oggetti esotici non fanno parte dello stile-Buffett. L’Oracolo di Omaha, infatti, arrivò a definire il Bitcoin come “probabile veleno per topi” e, più in generale sulle criptovalute, ebbe a dire che “quasi sicuramente andranno a finire male”.

Il crollo repentino del Bitcoin nel 2018 sembrava aver sopito le frenesie speculatrici sul Bitcoin. L’anno della pandemia globale, però, ha invertito nuovamente le sorti della criptovaluta per eccellenza. Nel momento in cui scriviamo (29 dicembre), Coindesk attesta il valore del Bitcoin a 26.700 dollari, con una performance da inizio anno pari al 274,23%.

Bitcoin, capitalizzazione non distante da Berkshire Hathaway

Al momento, la capitalizzazione del Bitcoin arriva a 496,20 miliardi di dollari, anche se la soglia dei 500 miliardi era stata abbondantemente superata nei giorni scorsi, avendo superato così il valore di mercato di colossi dei pagamenti elettronici come Mastercard e Visa. Come ha fatto notare Yahoo Finance, il sorpasso della stessa società guidata da Buffett, Berkshire Hathaway, non sembra così fuori portata – e se si verificasse farebbe un certo effetto, dato lo scetticismo del suo fondatore nei confronti del Bitcoin.

Al momento, al Bitcoin occorrerebbe un incremento dell’8,6% per raggiungere la capitalizzazione di mercato di Berkshire Hathaway, a quota 538,9 miliardi di dollari. In altre parole, il Bitcoin dovrebbe raggiungere circa i 28.996 dollari di valore. Per il momento il suo massimo storico si attesta a 28.352,63 dollari.

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