WALL STREET: TESTACODA FINALE DEL NASDAQ

27 Febbraio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Giornata concitata per gli indici Usa, che concludono le contrattazioni ritracciando dai massimi toccati durante la prima meta’ della seduta quando, sulla scia del discorso del presidente della Federal Reserve Alan Greenspan, il Dow Jones e’ arrivato a superare la soglia psicologica dei 10.200 punti.

Le borse Usa non sono riuscite cosi’ a consolidare i guadagni, con il Nasdaq che, dopo il mancato sfondamento della resistenza in area 1.790, ha virato in terreno negativo bruciando i guadagni iniziali.

Il listino high tech e’ ora a pochi punti di distanza dal supporto tecnico compreso tra i 1.742 e i 1.745 punti. La brusca ondata di vendite non ha risparmiato il listino dei titoli industriali, che ha azzerato parte dei progressi, chiudendo poi lievemente in rialzo.

Il Nasdaq ha chiuso a 1.751,88 (-0,85%)
Il Dow Jones a 10.127,58 (+0,12%)
L’S&P 500 a 1.109,88 (+0,50%)

A influenzare l’andamento del mercato, oltre alle prese di beneficio, il discorso dai toni chiaro scuri del numero uno della Fed che, se da un lato ha dichiarato apertamente che l’economia e’ a un importante punto di svolta, dall’altro ha puntato il dito contro il crescente tasso di disoccupazione che, nell’anno in corso, dovrebbe attestarsi all’interno di una forchetta compresa tra il 6% e il 6,5%.

Ed e’ fuor di dubbio che l’aumento dell’indicatore avrebbe una incidenza negativa sulla spesa dei consumatori e dunque sul PIL.

Gli indici si sono cosi’ lasciati alle spalle il dato relativo agli
ordini di beni durevoli, che a gennaio ha registrato un rialzo del 2,6%, mettendo in evidenza una ripresa dell’attivita’ manifatturiera. Durante il corso della seduta e’ stato pubblicato anche il dato negativo sulla vendita di nuove case a gennaio, che non ha tuttavia scosso il mercato, visto che lunedi’ l’indicatore relativo vendita di case esistenti, sempre di gennaio, ha mostrato segnali di crescita e di stabilita’ del settore.

Gli investitori sono tornati cosi’ a smobilizzare le posizioni accumulate sul settore high tech, maglia rosa della seduta nella prima meta’ delle contrattazioni.

Il colpo piu’ forte e’ stato accusato dal colosso di infrastrutture Internet Cisco Cystems (CSCO – Nasdaq), dopo la decisione della banca d’affari Wachovia Securities di tagliare le stime sugli utili e sul fatturato della societa’. Wachovia ha motivato la sua scelta con la debolezza che ha colpito nelle settimane precedenti Quest Communications (Q – Nyse) e Sprint (FON – Nyse), importanti clienti della societa’. Cisco e’ arrivata cosi’ a cedere il 6%, deprimendo il listino tecnologico.

Hanno azzerato i guadagni i semiconduttori, guidati da Texas Instruments (TXN Nyse), che, dopo la crescita iniziale, ha chiuso in rosso. La societa’ non e’ riuscita a conservare il trend rialzista, nonostante la notizia secondo la quale Legend Holdings Limited, leader cinese dei pc e delle apparecchiature per Internet, ha annunciato di aver scelto la tecnologia dell’azienda texana per i suoi apparecchi palmari.
Male il titolo del colosso dei chip Intel (INTC – Nasdaq).

Nel finale ha ripiegato il comparto software, dopo il rialzo iniziale, messo a segno sulla scia dell’upgrade su Ariba (ARBA – Nasdaq) da parte di SunTrust Rbsn Humphrey da “neutral” a “outperform”. Male Microsoft (MSFT – Nasdaq). In ribasso anche Oracle (ORCL – Nasdaq) ed Apple (AAPL – Nasdaq).

In calo anche il retailer GAP (GPS – Nyse), dopo le previsioni negative sul 2002. In flessione le societa’ di vendita al dettaglio Home Depot (HD – Nyse) e J.C. Penney (JCP – Nyse).

Hanno tenuto i finanziari. Da segnalare i guadagni di Citigroup (C – Nyse) e American Express (AXP – Nyse).

Tra i titoli in positivo, si e’ distinto il balzo del 30% della societa’ biotech ImClone Systems (IMCL – Nasdaq), dopo la notizia secondo cui la Food and Drug Administration prendera’ nuovamente in considerazione l’ Erbitux, il medicinale contro il cancro prodotto dalla societa’ di New York. ImClone e’ stata tra l’altro premiata dalla banca d’affari Gruntal che ha rivisto al rialzo il rating sul titolo da “market perform” a “market outperform”.

In perdita General Motors (GM – Nyse), dopo i forti rialzi dei giorni scorsi.

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