Mercati

Wall Street teme Grexit, Dow Jones torna in perdita nel 2015

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

NEW YORK (WSI) – Seduta molto difficile per l’azionario americano, con il Dow Jones che cede anche 200 punti, per poi ridurre le perdite, ma tornare in rosso nel 2015.

Aspettando le prossime decisioni della Federal Reserve, il mercato rimane deluso dalle ultime novità sul versante macro nazionale e su quello della politica economica europea.

Nel finale, lo S&P 500 ha ceduto -0,46% (ma nei minimi intraday era crollato di 2 a 2.084,43 punti, il paniere delle blue chip è scivolato -0,60% (ma aveva ceduto -200 punti nei minimi intraday), mentre il Nasdaq Composite ha ridotto i cali, con -0,42%, a 5.029,97.

Anche le contrattazioni oltreoceno sono dominate dalla Grecia dopo il fallimento dei negoziati tra governo e creditori e dopo che Mario Draghi non ha fatto intendere misure di emergenza per salvare Atene. L’Europa si prepara a uno “stato di emergenza”, come ha confidato il commissario Ue della Germania. Il tempo per sbloccare 7,2 miliardi di euro in aiuti alla Grecia per scongiurare default e uscita dall’area euro stringe.

In Usa nel frattempo c’è nervosismo per i nuovi dati macroeconomici. La produzione industriale ha messo sotto pressione titoli azionari e rendimenti sui Treasury decennali. L’attività è stata la più debole da gennaio 2010, facendo scattare l’allarme di una recessione.

Pubblicati anche l’indice Empire State di New York e l’indice dei costruttori di case. L’indicatore NAHB del morale dei costruttori immobiliari è salito a 59 in giugno, al ritmo più sostenuto degli ultimi due anni, raggiungendo livelli che non si vedevano da nove mesi. In maggio il risultato era stato di 54. Battute anche le attese: gli analisti anticipavano in media un punteggio di 56.

Il sondaggio sull’attività manifatturiera nell’area newyorchese è invece stato una delusione. L’indicatore è sceso ai minimi da gennaio 2013. Il calo a -1,98 in giugno equivale per l’appunto ai minimi da due anni. Ha pesato l’ottimismo degli investitori, sceso a livelli storicamente bassi.

Alla luce degli ultimi sviluppi macro assume ancora più importanza la prossima riunione di politica monetaria della banca centrale. A metà settimana il mercato riceverà nuove indicazioni dal fronte della Fed, con il braccio di politica monetaria della banca centrale che emtterà un comunicato successivo alla due giorni di riunioni.

“Non c’è assolutamente possibilità che la Fed adotti una politica di rialzo dei tassi, ma le prospettive di sfruttare l’evento per segnalare che una stretta sta arrivando sono alte”, sottolinea in una nota ai clienti Chris Weston, chief market strategist presso IG.
[ARTICLEIMAGE]
Sul valutario, l’euro riduce le perdite e cede -0,16% a $1,1248. Occhio alla volatilità a un mese del cambio euro/dollaro che, stando a quanto riportato da Bloomberg, ha raggiunto il 14,39%, al record dal dicembre del 2011. Dollaro/yen +0,07% a JPY 123,48. Euro/franco svizzero +0,65% a CHF 1,0525; euro/yen -0,10% a JPY 138,88. Euro/sterlina -0,16% a 0,7229.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio -1,22% a $59,23 al barile. Brent -1,47% a $62,93. Tra i metalli preziosi, che Marc Faber ha consigliato di possedere in vista dell’implosione del sistema finanziario globalee, l’oro cancella le perdite ed è poco variato a $1.181,59 l’oncia. Argento +0,54% a $16,06.

(DaC-Lna)