Wall Street sui massimi di sei mesi

25 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura positiva per Wall Street anche se lontana dai massimi di seduta. Per il Dow il livello di chiusura e’ il migliore dal 29 aprile. A sostenere i listini sono stati soprattutto i titoli del settore delle risorse di base unitamente a un dato migliore delle attese arrivato dal comparto immobiliare.

Il Dow chiude in rialzo dello 0.4% a 11176.69 (+44.13 punti), il Nasdaq segna +0.53% a 2492.42 (+13.03 punti), su dello 0.30% l’S&P 500 a 1186.59 (+3.51 punti).

Tra le azioni piu’ acquistate sul Dow figurano Du Pont, Alcoa, Walt Disney, Kraft Food e Caterpillar. Sul fondo Bank of America, JP Morgan, Coca Cola e Microsoft. Sul Nasdaq bene Research in Motion, tonfo per il costruttore Foster Wheeler.

Per quanto riguarda le materie prime, sono i metalli preziosi ad aver registrato le migliori performace. L’argento, il migliore, ha segnato un +2.1% a $23.54 l’oncia. L’oro con consegna dicembre ha registrato un +1.1% a $1338.90 l’oncia, lontano dai massimi intraday. Il petrolio con scadenza dicembre ha messo a segno un rialzo dell’1% a $82.52 al barile.

Sono stati tre i temi dominanti della giornata: l’ondata di stop ai pignoramenti, mosse della Fed in termini di allentamento monetario e vendite di case esistenti. Sul primo fronte i risultati preliminari di un’indagine della Fed arriveranno il mese prossimo. Lo ha assicurato Ben Bernanke nel corso di una conferenza organizzata dalla banca centrale Usa, di cui e’ presidente, e dalla Federal Deposit Insurance Corp. L’intento e’ cercare di capire quali potrebbero essere le conseguenze di simili pratiche sul comparto immobiliare e sugli istituti finanziari. Proprio a questo proposito, il Wall Street Journal ha scritto che Bank of America ha ammesso alcuni errori nella gestione dei pignoramenti immobiliari.

Sul secondo fronte il mercato sta guardando al 3 novembre, quando la Fed annuncera’ nuove misure di quantitative easing. Secondo Goldman Sachs la banca centrale Usa sara’ costretta a iniettare liquidita’ per 4 mila miliardi di dollari.

Per quanto riguarda l’agenda macro, migliore delle attese il dato sulle vendite di case esistenti a settembre, in rialzo del 10% si base mensile.

Gli operatori hanno accolto con cauto ottimismo il G20 che si e’ svolto in Corea del Sud. Per quanto riguarda la “guerra delle valute” e’ stato raggiunto un accordo per evitare svalutazioni delle monete volte a sostenere le esportazioni dei singoli paesi. La palla ora passa al G20 di Seul del prossimo 11 e 12 novembre. Sul fronte dell’Fmi, concessa una maggiore autorità ai paesi in via di sviluppo: Cina e India si aggiudicano due delle 24 poltrone che costituiscono l’executive Board del Fondo. Pechino diventa cosi’ il terzo paese piu’ importante nel vertice dell’Fmi dietro a Usa e Giappone.

Sul fronte valutario l’euro ha bruciato tutti i guadagni visti in giornata, chiudendo in rialzo dello 0.11% a $1.3968. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale si attesta al 2.5540%, in ripresa rispetto ai minimi intraday (arrivati sotto 2.50%) ma in calo sul 2.5630% di venerdi’.