Wall Street su nuovi record. Grazie Yellen

14 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo un avvio debole, Wall Street guadagna terreno e chiude la seduta con il Dow Jones e lo S&P 500 che aggiornano nuovi record. A innescare il recupero sono state le dichiarazioni di Janet Yellen, che si è detta fortemente determinata a promuovere una solida ripresa economica. I commenti del futuro numero uno della Federal Reserve hanno placato i timori degli investitori su un possibile avvio del piano di riduzione degli stimoli economici a dicembre o gennaio.

A fine seduta, il Dow Jones avanza dello 0,34% a 15.876 punti, il Nasdaq sale dello 0,19% a 3.976 punti e lo S&P 500 guadagna lo 0,51% a 1.791 punti. Il petrolio a dicembre ha perso 12 centesimi a 93,76 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani restano positivi con rendimenti in calo al 2,71% per il benchmark decennale e 3,81% per il bond trentennale. Sui mercati valutari, l’euro cala a 1,3453 dollari e il biglietto verde avanza a 100,11 yen.

L’attuale vicepresidente della Federal Reserve alla sua prima audizione di fronte ai membri del Comitato bancario, chiamati a confermare la sua nomina a futura governatrice, allo stesso tempo ha confermato che il programma di acquisto di Treasury e bond ipotecari “non puo’ continuare per sempre. Ci sono rischi per la stabilita’ finanziaria che [la Federal Reserve] sta monitorando”. L’attuale vicepresidente della banca centrale americana ha tuttavia chiarito che la tempistica di un eventuale “tapering”, la riduzione del ritmo con cui la Fed acquista ogni mese 85 miliardi di dollari di Treasury e bond ipotecari, “non e’ ancora stata decisa”. Se ne discute “a ogni meeting” del Federal Open Market Commettee, il braccio di politica monetaria della Fed. Certo e’ che “il piano di acquisto bond ha contribuito alla crescita economica”.

Yellen ha inoltre specificato che in questo momento non vede rischi alla “stabilita’ finanziaria”, aggiungendo che la Fed “dovrebbe individuare bolle nel momento in cui queste vengono a crearsi” tanto piu’ che ha a disposizione “strumenti di supervisione che dovrebbero essere usati prima di tutto nel lottare contro bolle” finanziarie. Le politiche monetarie sono un mezzo “poco efficace” per affrontare minacce alla stabilita’ finanziaria.

C’e’ chi tra i trader sostiene che “chi ha amato [il governatore] Ben Bernanke amera’ anche Yellen”, che stando al suo discorso conferma’ l’esigenza di stimoli monetari per sostenere l’economia americana, migliorata ma non abbastanza. E con un gioco di parole, lo stesso trader spiega che “challenging Ms. Yellen would be like yelling at your grandmother”, “sfidare Yellen sarebbe come gridare a tua nonna”. Il riferimento e’ ai repubblicani che si preparano a metterle i bastoni tra le ruote con domande pungenti.

Numerosi i dati macro in calendario oggi. A partire dal numero delle richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione, che e’ sceso per la quinta settimana consecutiva, indicando una ulteriore ripresa del mercato del lavoro. Le richieste iniziali, una misura dei licenziamenti, sono calate di 2mila unita’ a un livello destagionalizzato di 339mila nella settimana terminata il 9 novembre. Il dato e’ superiore alle attese che erano per 332mila richieste. Il dato della settimana precedente e’ stato rivisto al rialzo a 341mila. Lo ha comunicato il Dipartimento del lavoro, aggiungendo che nel terzo trimestre, in base alle sue stime preliminari, la produttività è aumentata dell’1,9% a fronte di un aumento del 2% messo in conto dal mercato. Il dato del secondo trimestre è stato rivisto al ribasso, da +2,3% a +1,8%.

Peggiora intanto il deficit commerciale americano che a settembre, a causa di un leggero calo delle esportazioni e di un aumento delle importazioni, e’ arrivato a 41,8 miliardi di dollari. Cio’ rappresenta una crescita dell’8% rispetto al deficit di agosto e anche un numero superiore alle previsioni degli esperti, che si fermavano a 39,1 miliardi.

A livello societario, il colosso del retail Wal-Mart Stores guadagna lo 0,23% nel giorno dei conti che hanno visto utili trimestrali in rialzo ma le vendite hanno deluso tanto che ha lanciato l’allarme sulla stagione dello shopping natalizio: sara’ piu’ tiepida delle stime. Kohl’s, gruppo di articoli per la famiglia, lascia sul terreno l’8%, dopo il taglio dell’outlook. Il comparto tecnologico e’ appesantito da Cisco (-11%) che ieri ha deluso sul fronte dei ricavi e delle prospettive future.