Wall Street si riscopre ottimista

5 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Un nuovo mix di dati macro positivi e il ritorno di un po’ di fiducia tra gli investitori dopo il sell-off di inizio giornata ha permesso a Wall Street di terminare la seduta in terriorio positivo mentre l’oro ha chiuso sui minimi di tre settimane e il petrolio e’ arrivato a toccare nell’intraday i livelli di 42 giorni fa.

Gli operatori hanno brindato al dato sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore privato di decembre: registrato un record storico al rialzo. Battute le stime.

Le buone notizie della giornata riguardanti il mercato del lavoro non finiscono qui: il numero di licenziamenti annunciati dalle societa’ americane nel corso del 2010 e’ sceso del 59% sul 2009. Mentre per la prima volta in tre anni la maggioranza degli amministratori delegati delle piccole aziende ha detto di avere pianificato assunzioni nel 2011. Il quadro verra’ completato venerdi’ con il Rapporto del lavoro governativo relativo al mese di dicembre.

Sempre dal fronte macro, sopra le attese anche l’ISM non manifatturiero di dicembre, per il quarto mese di fila in salita e tornato ai massimi dal maggio 2006.

A livello settoriale sono i titoli finanziari ad aver segnato la performance migliore insieme ai tecnologici (+0,35% e +0,42%) mentre la maglia nera va alle risorse di base (-0,88%). Nel complesso, i metalli preziosi hanno ceduto lo 0,7%, giu’ dello 0,1% gli energetici, su del 2% i cereali mentre gli industriali (guidati dal +1,6% del nickel) hanno registrato un +0,9%.

Nel dettaglio i futures con scadenza febbraio dell’oro hanno perso $3, o lo 0,4%, a $1375.80 l’oncia, quelli con consegna marzo dell’argendo hanno ceduto l’1,6%, a $28,83 mentre i derivati con medesima scadenza del rame hanno guadagnato 3,9 centesimi a $4,408.

Il petrolio, arrivato a cedere a livello intraday l’1%, ha terminato la seduta guadagnando $0,92 a $90.30 mentre il gas naturale ha perso il 4% a $4,468.

Nel giorno in cui la Fao ha comunicato un record storico dei prezzi del cibo a dicembre, i futures a marzo del mais hanno segnato +10.75 cent a $6.1925 per bushel, i semi di soia hanno visto un +23 cent a $13.9250 per bushel, su di 20.25 cent a $8.0925 per bushel il grano. I derivati a marzo dello zucchero sono saliti di 1.20 cent a 32.20 centesimi.

Sul fronte valutario, l’euro intanto ha sofferto dopo l’esito dell’asta di titoli di stato del Portogallo, dove si e’ assistito a un forte balzo dei rendimenti. La valuta unica ha ceduto l’1,18% a quota $1,3151. Questo e’ segno che la crisi del debito sovrano Ue e’ tutt’altro che finita. Lo dimostra il fatto che sia schizzato ai massimi storici il premio di rendimento pagato dai titoli decennali della Grecia rispetto ai titoli di stato tedeschi. Lo spread tra i bond ellenici e il bund e’ balzato sulla piazza di Londra a 974 punti base. Come se non bastasse la Banca centrale della Svizzera ha detto di non accettare piu’ come garanzia i titoli di stato irlandesi.

Il tutto e’ avvenuto all’indomani della pubblicazione delle Minute della Federal Reserve, relative alla riunione del 14 dicembre. I funzionari della banca centrale hanno visto segnali di crescita economica, ma hanno anche ravvisato pericoli rappresentati dalla crisi del debito sovrano europeo e dai due soliti anelli deboli della catena economica americana del post-recessione: immobiliare e occupazione.

Nel frattempo la Cina, che ha confermato il proprio impegno ad acquistare titoli di stato europei (in particolare spagnoli), ha comunicato di volere fare apprezzare lo yuan contro il dollaro del 5% nel corso del 2011, al fine di frenare la crescita dell’inflazione.

Sempre in tema valutario, si segnala l’ennesimo calo del peso del Cile, oggi dell’1,4%, nel giorno in cui la banca centrale ha dato il via all’intervento nel mercato valutario da $12 miliardi gia’ preannunciato nei giorni scorsi. La prospettiva di simili iniziative da parte della banca centrale brasiliana ha permesso al real di allontanarsi dai recenti massimi.

Le borse europee sono riuscite e limitare le perdite sul finale. In rialzo dello 0,5% a quota 6043,86 punti il Ftse 100 a Londra. Peggio e’ andata all’Ibex di Madrid (-0,88%), al Dax a Francoforte (-0,75%) e al Cac 40 di Parigi (-0,44%). Parita’ per il Ftse/Mib a Milano (20551 punti) dove tra i titoli piu’ scambiati si e’ confermata Fiat (+2,07% a 7,63 euro). In calo invece Fiat Industrial (-1,31%), insensibile ai giudizi positivi di Deutsche Bank e Ubs.

In Asia l’indice benchmark cinese, lo Shanghai Composite Index, ha perso lo 0,5% a 2,838.59, mentre l’Hang Seng Index a Hong Kong ha ceduto lo 0,4% a 23,757.82. In Giappone il Nikkei 225 perso 17,33 punti, o lo 0,2%, a 10,380.77. In Corea del Sud il Kospi ha segnato -0,1% a 2,082.55. In Australia l’S&P/ASX 200 ha visto un -0,6% a 4,714.90. Le borse in Europa, pur avendo recuperato parzialmente terreno in scia a Wall Street, restano in territorio negativo.

Nel reddito fisso, il rendimento del Treasury a 10 anni ha finito la seduta a si trova al 3,4830% dal 3,346% di ieri.