WALL STREET: SELL-OFF,
DOW JONES -200 PUNTI

11 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

Altro sell-off per gli indici americani, ancora una volta pressati dalle preoccupazioni su inflazione e dal caro-greggio. Il Dow Jones ha ceduto l’1.68% a 12083, l’S&P500 l’1.69% a 1335, il Nasdaq e’ arretrato del 2.24% a 2394. I listini non riescono a trovare la strada dei rialzi a causa dell’assenza di catalizzatori positivi che possano giustificare il rientro degli operatori sull’azionario.

“Perche’ si assista ad uno stop del calo degli indici sono necessarie news economiche positive, o un raffreddamento dei prezzi energetici” ha affermato Rober Pavlik, capo degli investimenti del gruppo Oaktree Asset Management. Le notizie emerse dal Beige Book della Fed non sono incoraggianti: nella maggior parte dei distretti Usa l’economia ha subito un rallentamento nell’ultimo mese, cosi’ come la spesa dei consumatori, alle prese con i rincari di bollette e carburante.

Dopo lo scivolone di martedi’, il greggio ha ripreso con forza a spingersi al rialzo, supportato dal calo superiore alle attese delle scorte settimanali. A fornire una spinta alle quotazioni sono state anche le dichiarazioni del CEO di Gazprom, secondo cui l’oro nero arrivera’ a toccare i $250 al barile entro il 2010. I futures con consegna luglio hanno archiviato la seduta in progresso di $5.07 a $136.38 al barile.

Gli operatori continuano a mostrarsi preoccupati dall’incessante aumento dei prezzi energetici. Le conseguenze di un aumento dei tassi d’interesse a livello globale, per contenere l’inflazione, e di una riduzione della spesa delle famiglie, fungono da deterrente per gli investimenti sul comparto azionario.

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Gli unici titoli del Dow Jones in grado di chiudere in rialzo sono stati Exxon Mobil (XOM), Chevron (CVX) e Du Pont (DD). A rivestire la maglia nera all’interno dell’indice industriale e’ stato il gigante dell’alluminio Alcoa (AA), arretrato di oltre il 7% a causa di un’esplosione in uno degli impianti australiani che ne hanno rallentato la produzione; JP Morgan ha tagliato il rating sull’azienda da “Overweight” a “Neutral”. In netto calo anche i titoli finanziari Citigroup (C) e American Express (AXP).

Ad essere prese di mira dai ribassisti sono state anche le azioni tecnologiche. La Semiconductor Industry Association ha tagliato le stime sulla crescita per l’anno in corso dal 7.7% al 4.8%, citando pressioni sui prezzi dei chip di memoria. Il Philadelphia Semiconductor Index (SOXX) ha ceduto il 2.70%, lo spider SMH e’ arretrato -3.20%.

La Royal Bank of Scotland (RBS) ha annunciato che le svalutazioni trimestrali saranno sostanzialmente in linea con quanto annunciato nel mese di aprile, pari a circa $5.9 miliardi. Pesanti vendite sul titolo Amerigroup (AGP), dopo che la societa’ assicurativa ha posticipato la comunicazione dell’outlook a causa di negoziazioni sui costi ancora in corso con lo stato del Tennessee.

In ambito di mergers & acquisitions, il gruppo retail di prodotti per l’ufficio Staples (SPLS) ha ottenuto il supporto di Corporate Express (CXP) al quarto tentativo di rilevare la rivale olandese, offrendo un corrispettivo di $2.6 miliardi in cash.

Sugli altri mercati, sul valutario, in recupero l’euro sul dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.5556. In progresso l’oro. I futures con consegna agosto sul metallo prezioso sono avanzati di $11.70 a $882.90 l’oncia. In rialzo i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.073%.

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