Società

WALL STREET SCIVOLA, VOCI DI GUERRA E RECESSIONE

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

I mercati americani chiudono sui minimi di giornata un’altra seduta volatile, caratterizzata da vendite diffuse e incertezza politico-economica.

Le perdite sono state ingenti su tutti gli indici: il Dow Jones ha perso quota 8.400, mentre il Nasdaq non e’ riuscito a riconquistare la soglia psicologica dei 1.500 punti. Male anche l’indice S&P 500, che e’ sceso per la prima volta dall’ottobre 1998 sotto quota 1.000.

Prendendo le ultime quattro sedute, per il Dow si tratta della perdita in punti piu’ grande mai registrata. Dal 10 settembre scorso, l’indice delle blue chip ha perso il 12,8%.

Tra i numerosi rumors che circolano sul mercato, a spiegazione del sell-off, due sopratutto vengono citati dai trader: il ritiro di fondi dal mercato Usa di investitori giapponesi e il ritiro di fondi dal mercato azionario americano di grossi portafogli appartenenti a famiglie arabe.

Vedere anche sezione RUMORS che trovate sul menu in cima alla pagina.

Il timore degli arabi sarebbe quello del congelamento dei beni, dovuto alla situazione di guerra in preparazione negli Usa contro i terroristi.

Verificare chiusure ufficiali in prima pagina.

A pesare sui mercati USA sono ancora i timori che il paese possa cadere in recessione, ma anche l’incertezza relativa ad un prossimo attacco degli Stati Uniti.

Tali incertezze vengono alimentate anche dal ‘no’ della Casa Bianca alla decisione del consiglio islamico afghano di chiedere al terrorista Osama bin Laden, sospettato numero uno degli attacchi dell’11 settembre a Washington e New York, di lasciare il paese di sua volonta’.

“Stiamo combattendo due guerre – dice Alfred Goldman, chief market strategist presso A.G. Edwards – Una contro il terrorismo e l’altra per tenere l’economia a galla”.

E proprio sullo stato di salute dell’economia USA e’ basato lo studio Blue Chip Economic Indicators, che raccoglie le previsioni delle piu’ grandi banche d’affari al mondo. Da questo emerge che gli Stati Uniti si trovano gia’ in recessione.

Lo studio rivela, infatti, che secondo l’82% dei 44 economisti intervistati la crescita economica negli USA risulta negativa. Di questi, il 54% sostiene che il paese fosse in recessione gia’ prima dell’11 settembre, data degli attentati a New York e Washington, mentre il restante 46% ritiene che la recessione sia cominciata proprio dopo gli attacchi.

A peggiorare il clima generale hanno contribuito, poi, i commenti di Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve, secondo cui l’impatto degli attacchi terroristici sara’ “significativo” sul breve termine, ma non dovrebbe alterare in maniera determinante le potenzialita’ dell’economia USA sul lungo periodo.

I dubbi degli investitori e la volatilita’ presente sui mercati hanno pesato notevolmente sulle scelte dei trader e degli investitori individuali. Molti analisti sottolineano che sono migliaia le richieste di liquidazione giunte ai fondi d’investimento da parte degli investitori individuali.

Inoltre, secondo alcune fonti di Wall Street e’ dai fondi e dagli investitori istituzionali – soprattutto quelli esteri (giapponesi e arabi in primis), che detengono circa $7.700 miliardi in titoli e obbligazioni negli USA – che proviene la maggior parte delle vendite sui mercati.

L’ondata di vendite travolge tutti i settori, ad esclusione di quello biotech. In generale, la maggior parte degli analisti a Wall Street consiglia agli investitori meno esperti di stare lontani dal mercato, fino a quando la volatilita’ non si plachera’. La volatilita’- dicono i trader – potrebbe ancora crescere visto che venerdi’ 21 settembre sara’ una seduta caratterizzata dal cosiddetto “triple-witching” (le tre streghe), ossia la scadenza contemporanea di vari tipi di futures, opzioni e opzioni sui futures.

Consigli piu’ mirati arrivano, invece, da Louis Navellier, uno dei maggiori gestori di fondi negli USA, che suggerisce di investire in societa’ del settore edilizio, privilegiando le small e le mid cap.

Navellier punta anche sulle societa’ del comparto sanita’, farmaci generici, grande distribuzione. Nel settore high-tech invece sono da preferire poche societa’, con un occhio di riguardo per le aziende di video games.

VEDI QUALI SONO I TITOLI DI RILIEVO CHE HANNO MOSSO IL MERCATO:

WALL STREET: I TITOLI CHIAVE DEL 20 SETTEMBRE