Wall Street scivola sul finale

29 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura negativa per Wall Street che, nonostante uno scivolone nell’ultima mezz’ora di contrattazioni, riesce ad evitare i minimi intraday.

Il Dow ha terminato la seduta in calo dello 0.21% a 10835.28 (-22.86 punti), giu’ dello 0.13% il Nasdaq a 2376.56 (-3.03 punti), flessione dello 0.26% a 1144.72 per l’S&P 500 (-2.98 punti). Il bilancio da inizio mese resta tra i migliori da decenni: nell’ordine, incrementi dell’8, del 12.4 e del 9%.

In una giornata macro scarsa (le richieste di mutui ipotecari hanno segnato un -0.8% la scorsa settimana mentre le scorte di petrolio sono calate meno delle attese) gli operatori hanno guardato con attenzione alle proteste anti-austerity in corso in gran parte d’Europa. Sembrano pero’ scarse le possibilità che i governi Ue abbandonino la strada di riforme strutturali mentre la Commissione Ue ha messo a punto nuove regole per il Patto di stabilita’ che prevedono multe per chi non rispetta i limiti massimi di deficit e debito rispetto al Pil.

Le preoccupazioni sullo stato di salute dei conti pubblici dei paesi europei sono evidenti nel caso di Spagna e Irlanda dove e’ stato registrato un nuovo allargamento del differenziale del rendimento dei titoli di stato emessi da Madrid e Dublino rispetto al Bund tedesco. Domani l’Irlanda comunichera’ il costo per salvare Anglo Irish Bank. Secondo la stampa locale, nel peggiore dei casi serviranno oltre 30 miliardi di euro, nel migliore 28-29 miliardi.

A tenere banco oggi il dollaro, sceso ai minimi di cinque mesi sull’euro. Il Dollar Index, che traccia il movimento del biglietto verde contro un basket di sei valute, e’ sceso sui minimi di otto mesi. Calo del 5% a settembre, -8.5% nel trimestre. L’andamento della valuta americana e’ condizionato dalle aspettative di un ritorno in campo della Federal Reserve per sostenere l’economia Usa attraverso un secondo round di mosse straordinarie. L’ammontare di quantitative easing che la banca centrale guidata da Ben Bernanke potrebbe annunciare nella prossima riunione di inizio novembre e’ stimata intorno ai 1000 miliardi di dollari.

I futures dell’oro con consegna dicembre sono cresciuti di $2 (0.2%) a $1310.30. A livello intraday toccato l’ennesimo record, l’undicesimo questo mese di cui sei consecutivi, a $1314.80. Da inizio settembre il metallo giallo ha guadagnato il 4.8% mentre l’incremento da gennaio e’ del 20%.

“Il dollaro e’ tornato a indebolirsi e c’e’ tanto denaro dirottato sul porto sicuro dell’oro e dell’argento”, ha fatto notare Michael K. Smith, presidente di T & K Futures. L’esperto e’ certo che la corsa non sia destinata a fermarsi. Le banche centrali “sparse in tutto il mondo stanno stampando nuova moneta per fare galleggiare” i mercati finanziari. Il ragionamento dell’analista e’ che i tassi di interesse dovrebbero rimanere bassi spingendo gli investitori verso oro e altri metalli.

Non a caso l’argento si e’ mantenuto sui massimi di 30 anni (+1.1% a $21.95 all’oncia) mentre il rame ha raggiunto i livelli piu’ alti che non si vedevano dal luglio 2008 (+0.7% a $3.66 per libbra).

Tornando all’oro, c’e’ chi fa notare che potrebbe essere in ipercomprato. “Un’eventuale correzione potrebbe trovare supporto a $1306, $1297-1300 e poi a $1290 all’oncia. Ulteriore supporto in area $1270-1272. Una rottura al ribasso di quest’ultima soglia potrebbe spingere le quotazioni verso quota $1250-1260, fino a $1220. Ma si tratta di uno scenario improbabile considerati gli attuali fondamentali economici”, ha osservato Bashar Azzouz, fondatore di 2 Rivers Consulting con sede a New York. Il money manager resta bullish sul metallo giallo che preannuncia: “prezzi oltre $1320-1325 implicherebbo come target successivi quote $1357, $1376 e $1406”.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures sul petrolio con consegna novembre sono cresciuti del 2.2% $77.85 il barile. Sul fronte valutario l’euro ha tenuto quota $1.36 segnando +0.31% a $1.3627. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale si attestato al 2.5060% dal 2.4560% della chiusura di ieri spingendo al ribasso i prezzi.