WALL STREET SCIVOLA AFFLITTA DAI CONSUMI

24 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

I listini americani arrivano al giro di boa in ribasso, estendendo le perdite viste nelle altre Borse mondiali, dopo che gli americani hanno speso meno di quanto previsto dagli economisti e gli investitori speculano circa la necessita’ delle banche di raccogliere ulteriori risorse di capitale.

Nel frattempo sugli altri mercati il petrolio cede terreno, scendendo sotto l’area dei $76 al barile, mentre continua imperterrita la corsa dei prezzi dell’oro, in rialzo in 16 delle ultime 17 sedute. Trainato al ribasso da Alcoa (-1.5% e JP Morgan (-2%) il Dow Jones ritraccia dai massimi di 13 mesi.

L’indice mondiale MSCI delle Borse dei 23 Paesi industrializzati scivola dello 0.4% a quota 1.161,38 punti, dopo che il paniere cinese Shanghai Composite Index ha lasciato sul campo il 3.5%, che equivale alla peggiore performance giornaliera da agosto. A pesare sull’andamento in Borsa e’ stata le indiscrezioni secondo cui le cinque maggiori banche del Paese avrebbero sottoposto piani di aumento di capitale alle autorita’ di controllo nazionali.

L’economia americana e’ cresciuta del 2.8% nel terzo trimestre, meno di quanto riportato il mese scorso dal governo, rispecchiando il rialzo minore del previsto delle spese al consumo e un ampiamento del deficit commerciale superiore alle stime di ottobre. La spesa dei consumatori, che rappresenta circa il 70% dell’economia statunitense, e’ cresciuta del 2.9% e non del 3.2% come calcolato dagli economisti.

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“I numeri sono stati un po’ piu’ bassi del previsto”, ha detto Michelle Clayman, chief investment officer di New Amsterdam Partners, osservando che “i consumi si sono ripresi da uno stato di ibernazione totale, che e’ dove erano all’inizio dell’anno”.

Nel terzo trimestre del 2008 i consumi hanno accusato un calo del 3.5%, il piu’ marcato dal 1980. Nel periodo compreso tra luglio e settembre gli Stati Uniti sono usciti dalla fase di recessione, con la crescita economica che ha mostrato un’espansione dopo un anno di cali.

Sempre in ambito macroeconomico, sono giunti anche segnali confortanti. La fiducia dei consumatori e’ cresciuta a 49.5 punti nel mese di novembre dai 48.7 di ottobre, mentre in settembre i prezzi immobiliari di 20 citta’ statunitensi sono cresciuti per il quinto mese consecutivo.

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti: Semiconductors -SMH +0.6%, Volatility-VXX +0.6%, North American Semis +0.4%, Health Care-XLV +0.3%, 20+ yr Treasuries-TLT +0.3% e U.S. Dollar-UUP +0.2%. Tra i piu’ forti ribassi: Crude Oil-USO -1.9%, Global Shippers-SEA -1.8%, Real Estate-ICF/IYR -1.6%, Commodities-GSG -1.6% e Clean Energy-PBW -1.6%.

Alle 18:30 circa il volume di scambio e’ di 395 milioni di pezzi al NYSE e 905 milioni al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 1062 a 1861 al Nyse e 811 a 1783 al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 65 a 6 al NYSE e 41 a 10 al Nasdaq.