WALL STREET: SAPREMO COME ANDRA’, GUARDANDO IL VIX

26 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Gli indici azionari Usa rimangono in stallo sui massimi dell’anno, senza trovare la forza per proseguire nel rally ma neppure intenzionati ad indietreggiare in modo apprezzabile. Ne è una conferma la dinamica della volatilità implicita, col Vix che rimane sui minimi dell’anno ma segnala comunque una certa instabilità, alternando sedute in salita a sedute in discesa. Molti settori e titoli non riescono a far segnare nuovi massimi, e ciò spiega la perdita di spinta degli indici. Prese di beneficio significative, tuttavia, non se ne vedono ancora.

L’abbondante liquidità presente sul mercato è stata finora sufficiente a sostenere l’azionario sui massimi di periodo, ma il mercato sembra non trovare la motivazione per proseguire nella strada del rialzo. Il fatto che veniamo da oltre 7 mesi di salite senza correzioni degne di nota, unitamente al raggiungimento, punto più punto meno, dei livelli di fine settembre-inizio ottobre 2008 che rappresentavano l’obiettivo del bear market rally in corso, spiega la situazione di stallo, di vera e propria impasse in cui versa l’azionario.

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È un contesto in cui si rischiano falsi segnali ed inversioni repentine, per cui si conferma l’opportunità di mantenere un profilo cautelativo. Il Dow Jones Industrial rimane al di sotto dei massimi a 10100, molto vicino all’obiettivo indicato a 10350. La rottura di 9800 darebbe un segnale di perdita di spinta: un primo segnale di debolezza si avrebbe poi sotto 9600/640, confermata da chiusure sotto 9500. In tal caso scatterebbe un movimento correttivo che potrebbe spingersi verso il forte supporto in area 9100/280 e quindi a testare l’area 8700/800. Il Nasdaq Composite ha pressoché raggiunto l’obiettivo finale del bear market rally, la resistenza chiave a 2200.

Sotto 2100/30 si avrebbe un segnale di perdita di spinta, ma solo la rottura del supporto in area 2065/80 darebbe un segnale di maggiore debolezza. La perforazione di 2040 provocherebbe poi una correzione verso 1965, con estensioni verso il supporto critico a 1925. Obiettivo raggiunto anche per lo S&P500, che si ferma a ridosso della resistenza critica a 1100. Discese al di sotto di 1040 darebbero un segnale di debolezza (conferma sotto 1015), con possibili discese verso 995 e quindi a testare il supporto critico a 975. Come indicato sopra, la dinamica grafica degli indici Usa non fornisce ancora segnali convincenti di esaurimento del bear market rally.

Il raggiungimento degli obiettivi indicati – i livelli di fine settembre-inizio ottobre 2008 precedenti al crash di ottobre-novembre 2008 e gennaio-febbraio 2009 – consiglia tuttavia grande prudenza. La fase di “capitolazione” dei listini era stata provocata dalla paura di un’implosione del sistema finanziario mondiale più che dalle previsioni di brusca recessione dell’economia reale. È quindi normale che i listini siano tornati sui livelli pre-crollo visto che quelle paure non si sono concretizzate. Solo una ripresa convinta del sistema economico, con utili in crescita ed inversione del trend occupazionale negativo, consentirebbe però l’inizio di un vero mercato Toro negli anni a venire, ma ciò appare decisamente prematuro.

Anche se non si possono escludere estensioni dei guadagni dai livelli correnti di un ulteriore +5-10%, le prospettive di rischio-rendimento appaiono decisamente deteriorate. Per la nota asimmetria della volatilità, molto più elevata nelle discese che nelle salite, cresce il rischio che una correzione di 1-2 settimane annulli i guadagni di diversi mesi di salite.

Un campanello d’allarme, che potrebbe anticipare una fase correttiva di portata stimabile tra un -10% ed un -20% dai massimi, si avrebbe su risalite della volatilità implicita (Vix sopra 30), su rimbalzi marcati del dollaro Usa (inversamente correlato con le Borse; euro/dollaro sta testando la resistenza critica a 1,5000: è possibile una correzione dell’euro verso 1,4650 e quindi 1,4460) e da fuoriuscite veloci da divise periferiche come il dollaro australiano e neozelandese (correlate direttamente con i listini azionari). Teniamo d’occhio questi indicatori.

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*Questo documento e’ stato preparato da Maurizio Milano, resp. Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.