Wall Street sale in chiusura sulle ali del petrolio

15 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street chiude sui massimi di giornata sostenuta dal nuovo rally del greggio: scorte settimanali in Usa cresciute meno delle stime hanno messo il turbo al petrolio che ha chiuso sui massimi dell’anno in corso.

Gli investitori stavano gia’ festeggiando le buone trimestrali di Delta Air Lines e Intel snobbando la deludente produzione industriale. Nel suo Beige Book intanto la Federal Reserve ha detto che l’economia americana e’ cresciuta in gran parte del Paese tra meta’ febbraio e fine marzo anche se il maltempo si e’ fatto sentire.

Gli investitori hanno rivolto la loro attenzione alla Bce e alla stagione degli utili societari, appena iniziata. Per ora le attese del consensus sono di un calo degli utili delle società scambiate sullo S&P 500, in media -5,6%, nel corso del primo trimestre.

Nel finale, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,42%, a quota 18.112, l’S&P 500 ha aggiunto 0,51% a 2.106 punti, a quota 2.106, il Nasdaq ha segnato un +0,08%, a quota 5.011.

Sul fronte macro, delude la produzione industriale calata a marzo dello 0,6% mensile, il doppio rispetto al -0,3% previsto dagli analisti. Confermata a +0,1% la crescita di febbraio. L’utilizzo della capacità produttiva è sceso lo scorso mese al 78,4%, dal 79% di febbraio (dato rivisto da 78,9%). Gli esperti avevano previsto un calo al 78,7%.

Intanto oggi il presidente della Fed di St Louis, James Bullard, ha ribadito la necessità che il costo del denaro Usa sia alzato al più presto per prendere atto del prossimo boom dell’economia Usa.

Sullo sfondo, i timori sono sulla minaccia Grexit e sul rischio di bolla sia per il mercato azionario che obbligazionario. crescita cinese potrebbe avere sul resto dell’economia mondiale. Pesa ovviamente anche il Pil cinese, che ha registrato l’incremento minore dal 2009, con le misure di allentamento monetario che sembrano aver avuto un effetto positivo solo sui mercati finanziari ma non sui fondamentali economici.

Tra i titoli Intel +3,6% circa dopo aver stimato per il secondo trimestre una redditività superiore di quella attesa dagli analisti. “Alcuni bilanci relativi al primo trimestre sono un po’ più incoraggianti di quanto il consensus prevedesse – ha commentato in un’intervista a Bloomberg Patrick Spencer, vice presidente della divisione di azionario presso Robert W. Baird, a Londra – Il mercato ha già scontato la crescita più debole (dei profitti), a causa del settore energetico e del dollaro più forte, dunque le attese erano state fissate su livelli molto bassi. Probabilmente assisteremo a una ripresa nel secondo semestre di quest’anno, chiudendo un altro anno di crescita dei profitti”.

Da segnalare il balzo di Delta Air Lines, che ha visto più che triplicare i profitti nel primo trimestre. In ribasso tutto sommato contenuto Google, che cede lo 0,78%, dopo che l’antitrust europea ha formalmente inviato al colosso tecnologico americano una lettera di obiezioni per abuso di posizione dominante, aprendo anche una procedura su Android. In ribasso anche Bank of America, che è tornata all’utile nel primo trimestre, ma ha visto calare il fatturato.

Sul valutario, l’euro -0,50% a $1,0599; dollaro/yen +0,06% a JPY 119,43. Euro/franco svizzero -0,32% a CHF 1,0328, euro/yen -0,46% a JPY 126,55.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio a maggio ha finito con un +5,8% a 56,39 dollari al barile. Brent +1,35% a 59,22 dollari al barile. Oro -0,10% a $1.191,40. Argento -0,10% a $16,15. (Lna-Mt)